La tredicesima storia

La tredicesima storia
Vida Winter? Niente meno che la scrittrice più amata d’Inghilterra, il Dickens del nostro secolo, l’autrice vivente più famosa al mondo e via discorrendo. Una star della letteratura della quale, logicamente, in molti hanno provato a ricostruire la vita e a raccontare la storia. Poveri illusi! Perché Miss Winter ha sparpagliato senza sosta attorno a sé indizi fasulli, costruendo false piste e mandando elegantemente fuori strada tutti gli aspiranti biografi che hanno bussato speranzosi alla sua porta. L’introversa libraia Margaret Lea, abituata alla compagnia dei libri piuttosto che a quella del genere umano, le opere della celeberrima Vida Winter non le ha mai lette, anche se nel negozio antiquario del padre c’è una prima edizione che vale una fortuna perché “sbagliata”, senza cioè un racconto, il tredicesimo. Non sarà, quel vuoto, lo spazio della sfuggente biografia dell’autrice? A Margaret la possibilità di scoprirlo, visto che la misteriosissima romanziera ha scelto proprio la timida bibliofila per raccontare, finalmente, la propria storia. Solo, bisogna fare in fretta: la Morte ha già sguinzagliato i suoi emissari e presto gli incredibili occhi verdi di Vida Winter (così incredibili da sembrare gioielli senz’anima) si spegneranno per sempre...
Siete insaziabili divoratrici di storie (ci rivolgiamo in particolare alle signore Mangialibri perché questo è indubbiamente un romanzo molto consono a un pubblico femminile)? Non vedete l’ora di rifugiarvi nei mondi stregati che sapete evocare leggendo un libro e quelli sentite di preferire alla squallida prosaicità del mondo? Quand’eravate ragazzine idolatravate le sorelle Brontë, eravate infatuate di Heathcliff e sognavate di incontrare il signor Rochester con tanto di moglie pazza in soffitta? Jane Eyre continua a essere la vostra eroina per antonomasia? Beh, se avete risposto più di un sì, questo è il libro che fa per voi. Intriso di un certo clima gotico e spruzzato di mistero, si dipana tra vecchi amori proibiti, cupe magioni circondate dall’erica, deformi segreti familiari tenuti sottochiave, gemelle simbiotiche e folli, incendi catartici, trovatelli, ombre che danzano sui muri accanto a un camino… E fantasmi, naturalmente – che siano spiriti dell’aldilà o malinconici precipitati della solitudine dei vivi. Molto british (si perde il conto dei litri di tè bevuti dai personaggi!) e piacevolmente old style. In più, alcuni brani descrittivi sono veri pezzi di bravura. Con una piccola nota stonata, almeno a parer nostro: tanto è fiammeggiante (in molti sensi) il passato di Vida Winter, tanto è dimesso il presente di Margaret. Invece, per la timida e immalinconita libraia, avremmo desiderato un “contagio” romantico molto più travolgente di quello, appena accennato, che lascia intuire il finale.

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