La tregua

La tregua
Uruguay, metà del secolo scorso. In una Montevideo segnata dalla corruzione e dai diritti semiriconosciuti, Martìn Santomè aspetta la sua pensione. Alla data fatidica mancano sei mesi e ventotto giorni. Col pensiero accarezza le diverse ipotesi su come trascorrere questa fase della vita: il giardinaggio domenicale, la chitarra, la scrittura. Intanto, anche per non immalinconirsi troppo, si trastulla con esercitazioni di calligrafia (ama e ostenta un ottimo stampatello), mostrando insofferenza verso le improvvise richieste del Consiglio di Amministrazione di riferimento. Quando stacca dall’ufficio, Martìn spesso pensa ai suoi tre figli, Jaime, Blanca, Isabel, confrontandone caratteri e attitudini, senza mai dimenticare sua moglie scomparsa, l’amata Isabel. I giorni trascorrono fra silenziosi tarli mentali e folate di nostalgia, quando un giorno in ufficio si presentano sette  nuovi impiegati, fra cui c’è Laura Avellaneda…
Mario Benedetti,(premio Reina Sofia nel 1999) regala ai lettori questo denso romanzo biografico, sapientemente redatto in forma diaristica, con al centro l’esperienza del protagonista che s’innamora di una donna più giovane di più di una ventina d’anni. Con una scrittura che certamente rivela una riconoscibile sensibilità sudamericana (nella descrizione carnale delle nudità si può azzardare un confronto con Le mie puttane tristi di Gabriel García Márquez) ma che comunque ha  un suo vigoroso marchio di fabbrica, l’autore di Grazie per il fuoco guarda alle inquietudini provocate da un amore improvvisamente vissuto in età matura con tutto il macerato e autoironico disincanto della vecchia volpe che sorride a mezza bocca, rievocando personaggi come quelli di canzoni come Sudamerica di Paolo Conte, in cui si cita la genialità  del divino Schiaffino, uruguaiano e  fuoriclasse. Come Benedetti.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER