La variabile Dio

La variabile Dio
È possibile conciliare scienza e fede, intavolare un dialogo, trovare un punto d’accordo su temi come quello della creazione e delle origini della vita sulla Terra? Oppure bisogna arrendersi all’ineluttabilità del conflitto epistemologico, prendere atto dell’inconciliabilità delle due sfere secondo cui tra la razionalità del metodo scientifico e il fideismo di chi crede in una verità rivelata c’è un fossato che non è possibile riempire? Ripercorrendo due storie parallele che spesso, nel corso dei secoli, si sono fatalmente intersecate e intrecciate, il Nobel per la Fisica Arno Penzias e l’astronomo gesuita di papa Wojtyla George Coyne, come pellegrini contemporanei, durante una lunga conversazione nel deserto dell’Arizona, alla presenza di Riccardo Chiaberge, tentano di dare una risposta a questi delicati e impellenti quesiti...
Con una prosa raffinatamente semplice e una curiosità squisitamente accattivante, il direttore del “Domenicale” (supplemento del Sole 24 Ore), ci guida in un viaggio estremamente affascinante, affrontando un tema di grande attualità, da una prospettiva totalmente scevra di preconcetti e arroccamenti dogmatici. A confrontarsi sono due grandi scienziati, uno ateo e l’altro religioso, ma entrambi guidati da una fede comune e suprema: la fede nella conoscenza. Se, infatti, “il sentimento religioso non è molto diffuso nei laboratori di ricerca”, è vero anche che la posizione di gran parte della comunità scientifica internazionale non è quella dell’oscurantismo all’inverso di Hawking ed emerge, anzi, una volontà – benché talvolta tiepida – se non di conciliazione quantomeno di reciproca – o quasi – tolleranza, posizione perfettamente sintetizzata dalla teoria dei magisteri non sovrapponibili di Stephen Jay Gould, per cui “la religione non è altro che un aspetto sociobiologico della cultura umana, fa parte dell’evoluzione, e quindi non è in contraddizione con essa”. Particolarmente interessante è il capitolo che ripercorre la vicenda di Galileo, apice dell’irreparabile rottura tra scienza e Chiesa, e particolarmente gustoso quello dedicato al Creation Museum di Petersburg.

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