La vendetta del diavolo

La vendetta del diavolo

Da quando la sua ragazza Merrin è stata barbaramente uccisa, Iggy Parrish ha iniziato a perdersi a poco a poco. Nonostante la polizia non sia riuscita a collegarlo in alcun modo all’omicidio, tutti in città pensano che sia un maniaco omicida baciato dalla fortuna. Iggy in realtà non ha ucciso affatto Merrin, ma l’assenza di altri indiziati ha fatto ricadere su di lui ogni sospetto. È passato diverso tempo da allora ma Iggy non è più riuscito a prendere le misure alla sua vita. Glenna, la tipa incasinata che frequenta, è la partner ideale per accompagnarlo in giornate inconcludenti trascorse tra sesso sbrigativo, TV e sbronze colossali. E proprio la notte scorsa Iggy, in preda ai fumi dell’alcol, si è lasciato andare a pratiche blasfeme nei pressi del luogo in cui Merrin era stata uccisa, vicino alla vecchia fonderia. Vedere quella statua della Madonna che gli sorrideva ebete e quelle rose gialle di nylon pinzate con pessimo gusto alla croce che testimonia il brutale trapasso della sola persona che abbia mai amato lo ha mandato su tutte le furie. Con il risultato che questa mattina, intontito dal solito dopo sbronza, non ricorda quasi nulla, e non si capacita di come sulla sua testa siano spuntate un paio di diaboliche corna…

Joe Hill racconta con mestiere e ironia una storia semplice ma allo stesso tempo coinvolgente. Servendosi di un espediente comune tanto alla letteratura quanto al cinema, l’autore presenta un protagonista intento a riannodare i fili di una nottata burrascosa che lo ha portato a svegliarsi con un paio di corna perfettamente saldate al cranio. Col trascorrere delle pagine Iggy si accorgerà che queste corna non solo hanno il potere di tirare fuori dalle persone i sentimenti e i pensieri più turpi e reconditi, ma sono manifestazione di capacità antiche e infernali che il giovane utilizzerà per fare luce sul mistero della morte dell’amata fidanzata. Il divertimento e l’interesse sono assicurati pagina dopo pagina, con Hill che si mostra abile nel danzare col diavolo senza ripetere i passi già utilizzati da tanti, troppi suoi predecessori. Il figlio di Stephen King sceglie un approccio tagliente e ironico, adattissimo nel rivelare l’ipocrisia e la cattiveria gratuita che spesso si nasconde dietro il vivere civile, pur senza rinunciare a un accurato approfondimento psicologico dei personaggi principali, figure reali e non stereotipi. Un’altra prova positiva per un autore interessante che si sta distaccando, opera dopo opera, dall’ingombrante nome paterno.



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