La vera storia della Repubblica delle banane

La vera storia della Repubblica delle banane

Tutto ha inizio nel 1898, quando in Guatemala sale al potere uno dei caudillos più importanti della repubblica: Manuel Estrada Cabrera, rimasto al potere fino al 1920. Un lungo periodo nel quale s’instaura un rapporto tra il governo e la neonata compagnia commerciale statunitense, la Union Fruit Company la quale, ben presto, diventerà uno dei leader incontrastati a livello mondiale nel commercio del caffè e soprattutto delle banane. Col passare del tempo la UFC diviene una presenza ingombrante nelle maglie del paese e addirittura, nel gennaio del 1901, ottiene l’appalto per gestire il servizio postale nazionale: un fatto che mette in evidenza come gli Stati Uniti pongano sotto la propria egida, a più livelli, i martoriati paesi tropicali, appoggiando spesso regimi dittatoriali o autarchici. Una situazione che nel 1944 porterà il Guatemala ad una rivoluzione che rovescerà il governo di Ubico, appoggiato dagli Usa, in favore del più moderato Arévalo. È questo un periodo in cui il Guatemala comincia a fiorire, allontanandosi sempre più dalle politiche americane e riducendo la presenza e il potere della United Fruit Company. Almeno fino al 1953, l’anno in cui, sotto l’amministrazione di Dwight D. Eisenhower, la CIA e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti progettano un colpo di stato per stabilire un governo filoamericano che favorisca gli interessi della United Fruit Company…

Con La vera storia della Repubblica delle banane il grossetano Francesco Serino apre un’importante finestra su un periodo storico costellato da molte ombre. Siamo in piena Guerra fredda e i tentacoli americani cercano di imporre il proprio potere su un paese che è una miniera d’oro a livello economico. E dopo il processo rivoluzionario del 1944 - iniziato con uno sciopero generale di una settimana, con il quale i lavoratori agricoli prima, gli studenti, la piccola borghesia e una parte della classe militare, poi, cercarono di porre fine a una soluzione di estremo disagio – gli Stati Uniti si mossero per imporre nuovamente lo status quo: prima con un colpo di stato approvato da Harry Truman; poi con quello guidato dall’amministrazione di Eisenhower. Così, dopo le dimissioni del presidente Jacopo Árbenz, in Guatemala si susseguirono una serie di governi fantoccio che, in pratica, diedero il via al dominio assoluto – fondato sul sangue, sulla corruzione e sulla violenza – della Union Fruit Company, conosciuta oggi come Chiquita. Nasceva la famigerata Repubblica delle banane: un luogo in cui, ancora oggi, si compiono, utilizzando le parole dell’autore, “stragi a riflettori spenti”. Ed è grazie a libri come La vera storia della Repubblica delle banane, costruito attraverso un’analisi storica e geopolitica rigorosa, che possiamo conoscere la realtà degradata di paesi martoriati nel nome del potere e degli interessi economici.



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