La verità delle menzogne

La verità delle menzogne
Nei romanzi verità e menzogna sono le due facce di una stessa medaglia e possono essere ugualmente utili e funzionali. Purché si accetti che la ricostruzione della realtà, di volta in volta operata dagli autori nell’arco dei secoli, è quasi sempre stata fittizia se valutata in termini di oggettività storica. Nell’ambito della finzione letteraria gli inganni risultano addirittura opportuni, perché capaci di alimentare l’immaginario del lettore e di alleviare, sia pure in forma transitoria, il pesante fardello dell’insoddisfazione umana. Insomma le menzogne, di cui è largamente dissimulato l’ambiguo terreno della letteratura, ci completano e appagano il nostro insopprimibile desiderio di poter interpretare - immedesimandoci nei protagonisti dei romanzi - esistenze diverse da quelle che ci sono toccate in sorte. E non vi è alcun inganno, perché chi legge è ben consapevole che la qualità del libro non dipenderà dal grado di fedeltà ai fatti narrati, ma dalla capacità dell’autore di riprodurre la verità nascosta da sempre nel cuore delle menzogne umane…
Da sempre testimone di una fede incrollabile nella forza positiva della parola scritta, il grande scrittore peruviano Mario Vargas Llosa – insignito nel 2010 del Premio Nobel per la Letteratura - ha scritto qui un testo fondamentale pur senza battere i percorsi irti e tortuosi che la saggistica spesso impone. Lo ha fatto abbandonandosi con naturalezza al fascino delle suggestioni indotte dalla rilettura di ben venticinque tra i più noti romanzi del secolo precedente, da Morte a Venezia a Gente di Dublino, da Lolita a Il dottor Zivago, da Lo straniero a Il tamburo di latta, da Il Gattopardo a La Romana, da La valle dell’Eden a Opinioni di un clown e altri ancora. Chiamando in causa la letteratura, l’arte di raccontare, la finzione che ci può avvicinare al vero, conducendoci lungo un crinale scivoloso tra verità e menzogna. Il testo, che risale al 1990, risulta denso ma scritto con grande eleganza e con un modo di argomentare capace di coinvolgere il lettore, stimolandone la riflessione dalla prima all’ultima pagina. Averlo tradotto e pubblicato da parte della Schweiller è stata sicuramente un’opera utile e meritoria.

 

 

 

 
 
 
 
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