La versione della cameriera

La versione della cameriera
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Tutti giorni Alma rivive il suo pianto personale: la perdita della sorella Ruby, morta durante un incendio che nel 1929 trasformò una festa da ballo in una tragedia. Quarantadue persone, tutte carbonizzate, tutte finite nel pieno della loro vita prematuramente nella grande sala della Arbor Dance Hall, nella cittadina di West Table, Missouri. Alek trascorre le sue vacanze con la nonna Alma, una povera cameriera, di umili origini ed in più ormai segnata per sempre da quel lutto, e per questo incattivita, cinica, mai più tenera, se mai lo è stata considerando la vita di stenti a cui è stata condannata fin da bambina. Alek approfitta della pausa estiva per scoprire i segreti di quella remota località di campagna, ma anche per conoscere le storie dei suoi concittadini, compresa quella di chi non c’è più. Tutti i giorni percorre le strade della cittadina, le strade di campagna, i piccoli boschi, ripercorre le lapidi del cimitero, in compagnia della nonna che dipinge per lui un affresco della vita di chi ha dato un senso a quei luoghi. E ogni giorno ritorna, dalla bocca e dall’anima della sua nonna, la ricostruzione di quei drammatici eventi che però nessuno ha mai disvelato: ognuno nella cittadina conserva una sua versione, senza che però questa coincida con la verità. Ognuno ha una storia, delle motivazioni, un colpevole: la nonna, Alma, rassegnata, gli disvela la sua versione, quella che può sembrare la più banale, ma che in realtà per lei è l’unica versione…

La versione della cameriera è il primo di una trilogia di country noir, “romanzi neri di campagna”, firmati da Daniel Woodrell. Del testo, solo apparentemente semplice, colpiscono la struttura ed il ritmo: giocato fra il presente del giovane Alek (il 1965) ed il passato dell’incendio (1929); fra la prima e la terza persona; fra un punto di vista ed un altro. Per questo è sicuramente un romanzo corale, ma anche un romanzo che non annoia, catturando l’attenzione del lettore che però si perde più nelle articolazioni e divagazioni della vita dei vari personaggi che nella ricerca della verità. È un romanzo costruito su più piani, con molte possibilità di lettura, tanto che – merito dell’autore – alla fine non si sa se la versione della cameriera è davvero la storia completa, o se c’è altro, se nei prossimi due romanzi l’autore riuscirà a regalarci dell’altro. Insomma, si resta alla fine con la voglia di continuare a leggere, di saperne di più. Non è una storia di riscatto o di redenzione, non è una storia di giustizia: è la storia di quei posti, di quelle persone, di quelle anime perdute nella campagna del Missouri, fra piccoli e grandi peccati. In questo Daniel Woodrell è sicuramente convincente: non è la soluzione del giallo che ci spinge a leggere, ma la conoscenza dei suoi personaggi, a partire dalla nonna Alma, per passare alla trasgressiva Ruby, ai Glencross, ed al piccolo Alek che in quel mondo è l’ultimo arrivato. La resa della lingua della traduzione di Guido Calza è sicuramente eccellente.



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