La versione di Barney

La versione di Barney
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Povero Barney Panofsky! Immaginatevi voi come ci si debba sentire a settant’anni con tre matrimoni andati a monte alle spalle, una moglie suicida, un processo per omicidio che - malgrado l’assoluzione - continua a tormentarlo, segretarie trentenni che approfittano del suo stato di single un po’ stagionato per continue avances e un’azienda di produzioni televisive di infima qualità che si ostina a creare pessimi serial canadesi sulle Giubbe Rosse. E se tutto questo non bastasse quel grandissimo bastardo di Terry McIver ha pensato bene di scrivere un’autobiografia sulla sua vita intitolata Il tempo, le febbri che include episodi non proprio esaltanti e in parte falsati sul passato di Panofsky. Bisogna fare assolutamente qualcosa per ridare agli eventi la giusta prospettiva, un memoriale che riporti in luce la verità. E così, senza filtrare le sue impressioni, con uno stile diretto e diaristico, il vecchio e simpatico Barney alterna bevute di whisky alle pagine che raccontano la sua infanzia, il rapporto con i suoi genitori, la migrazione intellettuale verso i quartieri poveri di Parigi e il ritorno in Canada accompagnato da forme di formaggio francesi da commercializzare. Tutto questo prima della svolta come produttore televisivo e dell’incontro con Miriam, suo unico e vero amore…

Scanzonato, esilarante, coinvolgente, senza paragoni. La versione di Barney è un testo di una semplicità inaudita che cela - dietro la sua costruzione - capacità stilistiche e letterarie ineguagliabili. Più di un plauso pertanto a Mordercai Richler che raggiunge un picco di complicità e simpatia verso il lettore sin dalla prima pagina e che riesce a mantenere questa stregante empatia fino alla facciata conclusiva del testo. Potremmo arrischiarci in riflessioni frutto di critiche freudiane, constatando come la tematica familiare presente nel testo dia il via a rimandi e riflessioni sull’origine ebraica dell’autore, oppure evidenziare come la questione della diaspora costituisca uno dei motivi principali presenti nel sottosuolo letterario che compone l’opera, ma preferiamo di gran lunga evitarvi tutte queste amenità intellettualoidi in virtù di un consiglio da amici: leggetevi questo libro e ne rimarrete folgorati, ritrovando lo stupore per una lettura che coniuga in sé semplicità e stile.



 

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