La vincita

La vincita

La sorte è stata clemente con Jacob Mossi e la sua famiglia, nonostante la sbandata dell’auto in un punto pericoloso. L’istinto l’ha spinto a far uscire moglie e figlia salvando tutti tre dallo scontro con un’altra auto che spinge la sua nella scarpata. Mentre la macchina con dentro la giacca di Jacob precipita, il cellulare nella tasca della giacca vibra. Solo dopo aver recuperato il telefono Jacob legge il messaggio: A807346 t.p. Glielo ha mandato Klara, la sua amante ucraina, ed è il numero del biglietto vincente della lotteria. 5 milioni di euro. Jacob e Klara hanno vinto la lotteria con un biglietto comprato all’autogrill e il solito accordo, “Te ne pago metà e se poi vinciamo si divide”. Jacob è convinto che il biglietto lo abbia Klara, ma la donna è sparita, non si è presentata alla scuola dove lavora, non risponde al telefono e nessuno sa dove sia. L’agenzia investigativa Fontana ‒ di Simona, che l’ha ereditata e del suo socio Paolo Bosco ‒ viene incaricata di ritrovarla; Jacob è certo che se avesse voluto tenersi la vincita Klara non gli avrebbe mandato il messaggio, sarebbe sparita e basta. A dirla tutta, l’uomo è terribilmente consapevole che Klara non è solo un corpo splendido con cui fare del sesso. E se dei soldi poco gli importa ‒ perché in fondo è un uomo ricco e di successo ‒ per quanto ami sua moglie MariaVittoria e la loro bambina Alice, vuole ritrovare quella donna che potrebbe essere l’amore…

I soldi, si sa, sono sempre un bel tema per scriverci attorno una storia. E Ida Ferrari ne ha inventata una decisamente buona, ha inserito tutta una serie di tematiche che sono sempre attuali, l’investigatrice ha sofferto di anoressia e la Ferrari ce la racconta senza pietismi senza troppi fronzoli ma con un messaggio positivo che arriva forte e chiaro – senza nascondere nulla del dolore che accompagna la malattia: si può uscirne. La protagonista ucraina (che ovviamente ha un congruo e variegato entourage di connazionali), si discosta comunque dal cliché della donna dell’est bella e presumibilmente dedita al mestiere più antico del mondo. Ma non finisce qui, perché alla scomparsa di Klara si scopriranno collegate una serie di situazioni che rendono il romanzo appassionante. Volendo essere pignoli, si sarebbero potute tagliare parecchie pagine che in qualche punto appesantiscono un pochino la lettura, una lettura che di suo scorre bene grazie ad una scrittura pulita ma non eccessivamente scarna. Una Milano che corrisponde perfettamente all’immagine comune, veloce senza troppi scrupoli, ma che nasconde angoli e persone che ne riscattano il grigiore. Una storia di donne in qualche modo: tanti tipi di donne, ognuna descritta con pochi tratti essenziali ma sufficienti a farne un ritratto preciso. Una storia d’amore, di tanti tipi d’amore, quanti ce ne sono nella vita.



 

 

 
 
 
 

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