La vita immaginaria

La vita immaginaria
“La vita è una merda. Non sempre, adesso. Non sto dicendo che la vita è stata una merda da quando sono nata, ma che lo è in questi giorni, queste settimane, questi mesi... Questi mesi senza colore, nemmeno in bianco e nero, ma proprio piatti”. Così si sente Fortunata Fortuna, per tutti Nata, da quando Alberto l’ha lasciata senza una spiegazione. Giorni passati a uscire con le amiche cercando di divertirsi e a parlare col divano immaginando conversazioni e situazioni con Alberto che non si avvereranno mai.  Tutti dicono che è il momento di voltare pagina, ma Nata si chiede se riuscirà mai a guarire dall’amore che prova per Beto e a riprendersi la sua vita...
Un romanzo sulla fine di un amore e sull’inizio di una nuova vita che, nonostante la semplicità della trama, è arrivato finalista al famoso premio spagnolo Planeta, nel 2012.  La storia di Nata è una storia che tutti noi abbiamo vissuto: chi infatti non ha sofferto per amore, almeno una volta nella vita? Ma Mara Torres, giornalista e presentatrice, riesce - grazie a uno stile fresco e incalzante- a rendere piacevole una storia che altrimenti rischierebbe di cadere nello scontato. Nata ci narra la sua vita –immaginaria e no- in prima persona, non ci nasconde le sue debolezze e le sue paure ma sempre con un occhio attento e intelligente che la rende quanto mai lontana dalla tipica ragazza da romanzo chick-lit. Carino.

 

 

 

 
 
 
 
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