Ladri di spade

Ladri di spade

Hadrian Blackwater e Royce Melborn sono due ladri indipendenti, perché non devono affidarsi alla protezione dei potenti per avere la possibilità di commettere indisturbati le proprie malefatte. In questo modo possono mantenere per intero il ricavato dagli incarichi, che vengono loro commissionati da aristocratici o in generale da chiunque si trovi in difficoltà. Tra i loro clienti compare anche la figlia del marchese Victor Lanaklin, Alenda, che invia Hadrian e Royce al castello del conte di Chadwick, Archibald Ballentyne, per sottrarre le lettere che quest’ultimo vuole consegnare al padre della nobildonna come testimonianza della sua storia d’amore con il rivoluzionario nazionalista Degan Gaunt. Ballentyne vorrebbe ricattare Lanaklin per avere in sposa la figlia e godere della sua dote. Poco dopo Alenda si reca con la sua ancella a dare il giusto compenso ai due ladri in un quartiere malfamato della città di Medford, nel regno di Melengar. I Riyria (nome scelto dai due compagni per contraddistinguersi) possono ritenersi soddisfatti, ma poi Hadrian non sa rifiutare un nuovo ingaggio da parte del Barone Delano De Witt costretto a duellare con il Conte Pickering, che lo accusa di aver guardato con interesse la sua bellissima sposa di cui è eccessivamente geloso. Il conte possiede una spada che lo rende invincibile, i due ladri dovranno sottrarre la pericolosa arma conservata nella cappella del castello del re di Melengar Amrath Essendon, di cui Pickering è un prezioso collaboratore. Ma quando arrivano a destinazione, dopo essersi introdotti furtivamente nel maniero, al posto della spada Hadrian e Royce trovano presso l’altare il corpo senza vita del sovrano. Scoperti dalla milizia del castello, i due ladri vengono accusati dell’omicidio di Amrath e rinchiusi nelle segrete in attesa di essere giustiziati il giorno seguente, condannati a morte dal figlio del sovrano Alric Essendon. Quando ormai per loro sembra non esserci alcuna via d’uscita, la principessa Arista escogita un piano per liberarli e li incarica di rapire il fratello, convinta che chi ha realmente ucciso il padre voglia eliminare tutta la famiglia reale…

Ladri di spade è il primo volume della saga The Riyria Revelations dello scrittore statunitense Michael J. Sullivan, considerato il maggiore autore self-publishing in questo ambito. L’opera contiene i primi due libri del ciclo pubblicati separatamente in inglese, riproposti dall’editrice Armenia con i titoli La cospirazione della corona e Avempartha. I protagonisti sono Hadrian e Royce. Il primo è un abile combattente, maestro dell’arma bianca non si separa mai dalle sue tre spade che porta con sé contemporaneamente, mentre il secondo è un esperto di congegni di ogni tipo, fuggito dalla setta del Diamante Nero di cui faceva parte perché vittima della gelosia dei compagni, in Hadrian ha trovato il suo naturale alter ego. In realtà le loro personalità sono per molti aspetti divergenti, ma nelle avventure che vivono le diversità invece di dividerli li accumunano, l’uno si completa nell’altro e insieme creano una forza combattiva travolgente e rivelano infinite risorse per risolvere anche le situazioni più difficili. Il mondo di Elan in cui si muovono è caratterizzato da chiari riferimenti alla storia medioevale, a iniziare dalla vita del popolo fino alla struttura di governo. L’aspetto politico è una delle componenti essenziali delle storie narrate da Sullivan, infatti tra maghi ed esseri soprannaturali, personaggi classici della ricca panoramica del genere fantasy, alla base delle avventure dei Riyria c’è il complesso ordine politico dei regni e delle nazioni di Elan. La lotta tra le tre forze in gioco è serrata e spinge personaggi più o meno influenti a compiere malefatte in cui puntualmente vengono a trovarsi invischiati Hadrian e Royce. I monarchici operano per difendere il potere assoluto dei vari sovrani, mentre gli imperialisti preparano la loro rivincita capeggiati dalla chiesa di Nyphron interessata a riunire tutto il mondo conosciuto sotto il potere di un nuovo imperatore, controllato dal Patriarca e dai suoi vescovi e arcivescovi. Infine i nazionalisti che difendono gli ideali democratici. Su questo scenario intervengono una lunga serie di personaggi che assumono ruoli di varia importanza. Spesso ben delineati da un punto di vista psicologico, mettono alla prova le qualità dei protagonisti non solo a livello fisico ma anche morale e permettono al lettore di comprendere che, al di là del loro mestiere di ladri, i Riyria sono animati da una grande umanità.



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