Lady Almina e la vera storia di Dowton Abbey

Lady Almina e la vera storia di Dowton Abbey
È il 1895 quando Almina Wombwell, a diciannove anni, sposa il conte di Carnarvon. Un matrimonio classico, di quelli perfetti, con tanto di otto damigelle e due paggi per celebrare un amore nato due anni prima nel salotto di Sir Alfred de Rothschild, non ancora vissuto e celebrato a Westminster. Una vita vissuta in prima linea e piena di avvenimenti quella di Almina, diventata subito nota per  generosità e altruismo, caratteristiche che la portano durante la Prima Guerra mondiale a occuparsi di ospedali e malati. Sempre al centro dell’attenzione di persone e media, la contessa, bella ed elegante, impeccabile nei comportamenti e cortese con tutti. Eredità (del padre) e fama non la cambiano, anche se i primi tempi del matrimonio la rendono vulnerabile. Da un lato, infatti, c’è la quinta contessa di Carnarvon con il suo aplomb e ruolo sociale, dall’altro un’adolescente esuberante e con tanta voglia di scoprire quello che ancora non conosce. La salute cagionevole del marito che cambia radicalmente il loro rapporto, l’eredità del padre illegittimo che le permette di salvare le sorti del castello di Highclere, la sua passione per il mondo della moda, la prima guerra mondiale, sono tutti eventi che con il passare degli anni portano un grande mutamento dentro di lei…
Lady Almina e la vera storia di Downton Abbey non è una semplice biografia, ma neanche una storia partorita dalla fantasia dell’autrice Lady Fiona, ottava contessa di Carnarvon, che ha potuto scrivere questo romanzo grazie a lettere, libri e diari trovati nel castello di Highclere, da sempre punto di riferimento per la famiglia. La storia dei conti di Carnarvon ha già ispirato la fortunata fiction televisiva britannica “Downton Abbey”, in cui Lady Almina prende il nome di Lady Cora e il castello acquista un’importanza e una maestosità che nel libro sono affidate ad altri particolari, come la vita e gli avvenimenti dei personaggi. Il linguaggio usato è quello tipico delle biografie, ricco di dettagli, date e luoghi che rendono più veritiera la narrazione che, nonostante l’ovvia assenza di dialoghi, scorre, lasciando il lettore legato alla storia. Il linguaggio e la descrizione minuziosa non permettono comunque di perdere la vena anche sentimentale che si nasconde tra le righe. Scorrendo le pagine si ha infatti la sensazione di leggere un romanzo storico, un dramma ricco di emozioni e sentimenti contrastanti com’è caratteristico delle storie delle grandi famiglie nobili del passato. 

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