L'agenzia dei desideri

L’agenzia dei desideri
La più tossica delle droghe”: così Delphine parla dei sogni, la “merce” di cui si occupa la sua agenzia, per la quale ha scelto un nome inequivocabile, “Per voi”. Delphine sembra non aver mai conosciuto la realtà, mentre mostra un’incredibile dimestichezza con le bugie, abituata fin da giovanissima a calcare le scene della falsità seguendo l’esempio della signora Derovitski. Una figura materna, che le offre il calore di una famiglia, ma nel contempo la porta a fingere di essere qualcun altro per essere accettata. Il legame tra le due continua anche dopo la morte dell’anziana, che decide di lasciare a Delphine una cospicua eredità, investita dalla ragazza in questa agenzia tutta speciale, un rifugio per tutti coloro che, semplicemente, vorrebbero essere felici, ma che non possono esserlo per la mancanza di qualcosa o di qualcuno e che preferiscono illudersi che abbandonare del tutto la speranza di una vita migliore. Delphine diventa dunque la figlia amorevole di un uomo rimasto solo e che vuole ancora essere chiamato papà, l’amica di un adolescente che fatica a legare con i coetanei, la complice di una relazione clandestina a distanza, persino la madre di un bambino che tardava ad arrivare. Un lavoro, il suo, che pretende di avere orari e regole quanto tutti gli altri, ma che travalica come prevedibile i suoi stessi limiti, come racconta la stessa Delphine: “Mi hanno dato della prostituta, della ladra, della bugiarda... succede ogni volta che il sogno si interrompe rivelando ciò che a quel punto a loro sembra un inganno, un imbroglio, mentre un istante prima era la pura verità del loro desiderio; succede ogni volta che si vedono davanti […] una sconosciuta i cui gesti e le cui parole gli sembrano a un tratto privi di senso”. Ed è solo la scoperta dell’amore, quello vero, che porterà Delphine alla presa di coscienza di quanto la vita sia reale e proprio per questo degna di essere di vissuta...
Un autentico caso letterario in Francia, dove ha vinto il Prix des Libraires 2009, L’agenzia dei desideri è una storia curiosa che cattura fin dalle prime pagine ma che piano piano rivela anche un’anima amara, attraverso una scrittura sostenuta e raffinata grazie alla quale emerge soprattutto il punto di vista di Delphine. La donna tiene tra l’altro un diario estremamente scrupoloso in cui annota tutte le informazioni riguardanti i suoi clienti, dal tempo che trascorre con loro ai servizi offerti. Dettagli apparentemente “freddi”, ma che tradiscono l’umanità di Delphine, conscia di avere davanti a sé uomini e donne che come lei hanno soprattutto bisogno di una mano tesa.

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