Laguna

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Gennaio 2010, Lagos, Bar Beach. È notte fonda e come tante altre volte in vita sua Adaora sta passeggiando sulla spiaggia, nonostante sia un posto malfamato e pericoloso a quell’ora. Ci è venuta da piccola nel 1993 per festeggiare con il padre le prime elezioni davvero democratiche della storia nigeriana, ci è venuta quando la sua migliore amica è andata a letto con un professore per una sufficienza, ci è tornata il giorno che ha ottenuto il dottorato in Biologia marina, ci è venuta per piangere il padre ucciso durante una rapina. E ora ci è tornata ancora una volta. Ha bisogno di sentire la sabbia bagnata sotto i piedi mentre riflette su quello che le è successo. Suo marito, dopo dieci anni, l’ha picchiata per la prima volta. Poi si sono azzuffati come animali, finché lui non è caduto a terra e c’è rimasto come… incollato, Adaora non saprebbe descrivere meglio quella strana situazione. È scappata in lacrime, ed eccola qui. D’un tratto si accorge di non essere sola. Due uomini stanno camminando verso di lei, uno da destra e uno da sinistra. La raggiungono. Sono davvero molto diversi. Uno si chiama Agu ed è un soldato: uniforme, fisico prestante, metà faccia gonfia di botte e sangue che gli cola dal naso. L’altro è addirittura Anthony Dee Craze, un famoso rapper nigeriano. Una coincidenza veramente incredibile, perché il marito di Adaora l’ha picchiata proprio perché non voleva che la giovane donna quella sera andasse ad un concerto di Anthony con la sua migliore amica, Yemi. BOOOM!!! Un boato improvviso, profondo. All’oceano sta succedendo qualcosa di inspiegabile. Le onde crescono, avanzano. Uno tsunami buio che Adaora osserva come ipnotizzata. Pochi secondi e le acque travolgono i tre…

Nata negli USA da genitori nigeriani, Nnedi Okorafor (abbreviazione di Nnedimma Nkemdili Okorafor) è professoressa di Scrittura creativa alla University at Buffalo. Scrive Science-Fiction. Ha già vinto – sebbene sia ancora giovane, è nata nel 1974 – i più prestigiosi premi letterari di settore (Hugo, Nebula, World Fantasy Award), ma non con questo romanzo, che pure è il primo ad essere tradotto in italiano. Laguna nasce come una sceneggiatura scritta di getto dopo che la Okorafor aveva visto il film District 9 diretto da Neill Blomkamp e prodotto da Peter Jackson nel 2009 ed era indignata per l’immagine della Nigeria che ne veniva fuori (il film è a dir la verità ambientato in Sudafrica, ma di nigeriano ci sono – soltanto, ed è questo il punto – mafiosi, spacciatori e prostitute): non era l’unica, dato che persino Dora Akunyili, ministro dell’informazione del suo Paese d’origine, pretese scuse formali da parte della Sony. Laguna racconta la visita di alieni mutaforma capaci di indurre metamorfosi profonde negli esseri viventi con cui vengono in contatto, ma più che lo strano drappello di protagonisti (“ambasciatrice” aliena compresa) al centro della vicenda c’è la città in cui si muovono loro e i numerosi, colorati comprimari: la tentacolare, gigantesca, caotica Lagos (che per l’appunto significa “laguna” nella lingua dei fondatori portoghesi, mentre i nigeriani la chiamano Èkó), che nel corso del romanzo muterà come i personaggi. La curiosa ibridazione tra cyberpunk, fumetti di super-eroi e realismo magico africano messa su dalla Okorafor è senza dubbio suggestiva e divertente, ma ciononostante Laguna soffre i dialoghi mediamente troppo didascalici e il tono a tratti troppo leggero, quasi almodovariano.



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