L'allieva

L'allieva

Alice Allevi si sta specializzando in Medicina legale in un Istituto universitario di Roma. Durante la festa  annuale di beneficenza, Alice viene chiamata dal suo collega e superiore Claudio Conforti per un sopralluogo sulla scena di un delitto: è stata uccisa Giulia valenti, una giovane ragazza della Roma ‘bene’ che Alice aveva conosciuto poco tempo prima nel negozio in cui si era recata per comprare il vestito con cui andare alla festa. All’esame autoptico è proprio Alice a far notare a Claudio un piccolo foro sulla pelle, un buco da siringa. Le indagini, quindi, si orientano verso la morte per overdose ma rimane misteriosa la modalità (casuale o volontaria, suicidio o omicidio?) del decesso e chi, eventualmente, fosse stato presente a quella morte. La tenacia e la sagacia di Alice, a dispetto degli umilianti giudizi ricevuti dalla Professoressa Wally di cui è allieva, pur con qualche ‘errore’ dovuto alla sbadataggine di quella goffa ma volitiva specializzanda, faranno orientare la giovane patologa verso la soluzione del mistero che investe, ovviamente, tanto la famiglia di Giulia quanto l’ambiente moralmente squallido della buona borghesia romana: una Roma che, sullo sfondo, rimane una città elegante e colta ma dispersiva e annoiata, in cui la cronaca nera non manca di fornire continui aggiornamenti...

Alessia Gazzola, 28 anni di Messina, dove vive e lavora, nonostante la giovane età e prima che uscisse il suo romanzo d’esordio, era già stata ribattezzata come la Patricia Cornwell d’Italia: il medical thriller di cui è autrice, infatti, muove tra ambienti di medicina forense e istituti di formazione universitaria della Capitale (a proposito: evitabile l’inciampo, nel testo, del Vittoriano chiamato Vittoriale). E però, al personaggio della Gazzola manca del tutto – fortunatamente – la rigida e austera professionalità di Kay Scarpetta (la protagonista dei romanzi della Cornwell), sostituita da una più umana e simpatica ‘inadeguatezza’ apparente. Sbadata, imbranata e comunque sempre fuori dai limiti ovviamente necessari per una rapida carriera di assicurato successo, specie se si tratta di conquistarlo concedendo grazie ai baroni di turno, Alice Allevi è tuttavia dotata della medesima arguzia e dell’infallibile acume inquisitorio della collega americana: un personaggio, questo italiano, che per la sua freschezza e la sua originalità promette senz’altro una fama pari a quella di Kay. Tutti motivi che, insieme alla ben calibrata struttura del romanzo, incollano il lettore al libro dalla prima all’ultima pagina. E questa volta, potete giurarci, non leggerete di spaghetti precotti in sugo all’italiana, ma, magari, di una buona e verace pasta con le sarde. Quanto allo stile di scrittura, Alessia Gazzola non manca di originalità e valore: rifugge fin dall’inizio – e fa benissimo – dalla tentazione di una ‘intonazione’ all’americana, con i periodi franti e la continua paratassi minimalista, per accettare la sfida di un lessico piano (quando non costretto dai lemmi del dizionario di patologia medica) che, pur esibendosi simile al parlato, rifugge dal popolar-televisivo dei talk-show e dei reality. Insomma, una promessa di scrittura italiana in salsa alle erbe medicamentose!



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