L'altra vita di Emma

L'altra vita di Emma
Emma è sposata da più di vent’anni con Mario. Hanno avuto due figli che per fare l’università si sono trasferiti in una grande città del nord. Ora che ha superato i cinquant’anni, Emma si trova ad affrontare un rapporto matrimoniale logoro: è arrivata a detestare Mario a tal punto da pensare a volte che, nel baratro in cui è caduta la sua vita, sia proprio questo sentimento di rancore a farla sentire viva. Dopo essersi svegliata accanto al marito, come sempre, Emma aspetta che Mario esca per farsi una doccia e prepararsi all’ennesima giornata uguale alle altre, con le stesse commissioni da compiere, l’inevitabile spesa, la televisione a tenerle compagnia, incapace di trovare un modo utile per impiegare il tempo. Questa sera, però, Mario ha invitato a cena sua sorella Veronica, di appena due anni più piccola. Emma e Veronica si assomigliano in modo impressionante, ma hanno caratteri diametralmente opposti. Sono sei mesi che non si vedono ed Emma si ritrova con vergogna a ricordare il piano messo in atto sui vent'anni per vendicare il fatto che Veronica cercasse di portare a letto tutti i suoi ragazzi. Ma si ricorda anche dell’intesa profonda provata con sua sorella subito dopo la morte della madre. Ancora non sa, Emma, che questa sera le si presenterà l’occasione per una nuova vendetta che, lungi dal farla semplicemente arrossire, le darà l’opportunità di cominciare una nuova vita…
Scrittore eclettico Daniele Borghi, forse perché scrive da quando aveva quattordici anni ma ha iniziato a pubblicare solo di recente: nel frattempo si dedica ad altre attività professionali. Ha scritto canzoni, pubblicato una raccolta di racconti e partecipato all’uscita di un'antologia poetica. L’altra vita di Emma è il quarto dei suoi romanzi, tutti carichi, in un modo o nell’altro, di un’atmosfera noir. A farcelo pensare nel suo primo romanzo Il nome di una privazione è il protagonista, un detective sui generis, come nella migliore tradizione; in Pinocchio non abita più qui invece è l’ambientazione, una sgangherata periferia romana tipica del noir urbano, mentre in Fuori è un brutto mondo sono il cinismo diffuso e la corruzione imperante. La storia di Emma, invece, è quella di una anti-eroina, di cui arriviamo a comprendere il punto di vista criminale forse grazie all’espediente del “tu narrativo”, ma anche per la sua critica spietata del perbenismo: ci immedesimiamo nel suo sentirsi “una radio fuori sintonia, un apparecchio che non riesce a captare le lunghezze d’onda del mondo. Rotta, guasta, fuori servizio, fuori tempo, fuori luogo”. Lo stile asciutto e diretto, rafforzato dall’uso della seconda persona singolare, e il ritmo sostenuto danno vita a un romanzo breve che però non tralascia la precisione nelle descrizioni e l’accuratezza nell’introspezione. Forse la scrittura si abbandono troppo spesso alle figure retoriche, abbondando eccessivamente di paragoni. Per restare nel cliché del noir ci aspetteremmo un finale meno gradito per la protagonista, ma non per questo l’autore cade nella tentazione di voler consolare il lettore

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