L'America e gli americani e altri scritti

L'America e gli americani e altri scritti
Una vallata paludosa e malsana, con il fango che d'estate - sotto nugoli di zanzare - si secca e lascia depositi alcalini, trasformandosi in una distesa di sale. Non certo il luogo più ambito per fondare una città, eppure attorno alla bottega di un fabbro pian piano si agglomerano case e negozi, e la gente - incredibile - abbandona la vicina, ridente Natividad per stabilirsi nella brutta Salinas: qui, nel 1902, nasce John Steinbeck, che condivide con noi i suoi ricordi d'infanzia, tra bizzarri personaggi e coltivazioni di lattuga... E poi i ricordi della crisi del '29 e della Depressione, che colpisce duro i risparmiatori e i lavoratori, ma può poco contro chi già prima un lavoro e dei risparmi non ce li aveva, del traferimento a New York e della vita nel cantiere del Madison Square Garden, di un weekend tra uomini con i due figli adolescenti in un cottage in riva al mare. Ma oltre alla sfera personale c'è l'impegno politico e sociale: ed ecco articoli sulla crisi agricola della seconda metà degli anni '30 in California, sul processo ad Arthur Miller durante il maccartismo, il racconto di un viaggio in Italia e di un duro confronto con un editorialista de L'Unità autore di un pezzo al vetriolo contro Steinbeck (no, dico, contro John Steinbeck, che oggi è ritenuto uno dei padri nobili della cultura di sinistra!) accusato di essere complice dell'imperialismo americano. E brevi saggi letterari, ritratti di amici, reportage dal fronte della II Guerra Mondiale, editoriali sulla guerra del Vietnam, sul comunismo e sull'american dream...
34 scritti brevi - per la maggior parte inediti in Italia - di uno dei massimi esponenti della narrativa statunitense del '900, il cantore dei destini di operai e contadini schiacciati dalle logiche capitalistiche premio Nobel per la Letteratura nel 1962. L'America e gli americani, il saggio che dà il titolo alla raccolta, è l'ultimo libro scritto da John Steinbeck prima della morte, originariamente testi di accompagnamento per un libro fotografico sui luoghi-simbolo dell'America divenuto a poco a poco una delle disamine più emozionanti ed emozionate mai pubblicate sui problemi sociali della democrazia guida dell'Occidente e sulle sue laceranti contraddizioni. Per il resto sono ricordi affettuosi del passato, istantanee dei roaring thirties, orrori di guerre calde e fredde, la miseria dei braccianti agricoli, risse, donne, truffatori e scrocconi, l'Italia della Dolce Vita e la Francia del dopoguerra. Ironia travolgente, tecnica di scrittura sopraffina, mirabile capacità di sintesi, il talento di un grande fotografo nel cogliere lo spirito di una persona o di una situazione o di un paesaggio in due parole, l'anima di un grande utopista che ha ancora voglia di incazzarsi e lottare per un mondo migliore. In due parole: John Steinbeck.

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