L'ammutinamento dell'Elsinore

L'ammutinamento dell'Elsinore

Il viaggio di Mr Pathurst non era iniziato di certo con il piede giusto. Avrebbe dovuto imbarcarsi a Baltimora alle nove del mattino ma eccolo ancora lì, all'una del pomeriggio, dentro un taxi con un cane che non vuole decidersi a stare buono, ad aspettare il capitano West che lo dovrebbe accompagnare a bordo. Un altro segnale che avrebbe dovuto far capire a Mr Pathurst che quel viaggio sarebbe stato meglio non farlo era la donna che aveva accompagnato l'arrivo del capitano West: niente meno che la sua figlia venticinquenne, che si sarebbe imbarcata insieme a loro. Eppure al momento della partenza era stato chiaro: Lui, uno scrittore che aveva bisogno di riposo e di riflessione, non aveva alcuna intenzione di fare un viaggio di tre mesi con una femmina alle calcagna. Ma il segnale più evidente che quel giorno Mr Pathurst avrebbe fatto meglio a stare a casa fu quando, dopo essere salito a bordo della Elsinore, comparvero i marinai che avrebbero avuto il compito di doppiare Capo Horn e raggiungere Seattle: nient'altro che sfaticati, delinquenti, un'accozzaglia di uomini della peggior specie...

Da pescatore pirata di ostriche a guardia costiera della California, dal viaggio fino alle coste del Giappone alle numerose traversate per arrivare alle Hawaii: il rapporto tra Jack London e il mare ha sempre significato qualcosa di molto profondo. E questo L'ammutinamento dell'Elsinore è molto di più di un semplice romanzo d'avventura. Infatti, dietro il tipico intreccio del romanzo di genere marinaresco, London intesse una trama di significati che, a ben vedere, è una profonda riflessione non solo dell'eterna lotta tra uomo e natura, ma anche sulla società e sulle classi sociali. D'altra parte Jack London era o non era un convinto socialista? Che il viaggio non sia una semplice traversata è il protagonista stesso a dirlo: «Perciò avevo deciso di fare quel viaggio. Volevo andarmene via da solo, via, lontano, lontano da tutto, per cercare di rivedere ogni cosa nella sua giusta prospettiva». Il romanzo è impostato come un diario di viaggio, dove a raccontare le vicende è lo stesso Mr. Pathurst, alter ego di Jack London, con un ritmo e una precisione per i dettagli che fanno restare il lettore incollato alle parole fino all'ultima pagina. L'autore americano scava nei personaggi con la consueta lentezza e implacabile voracità. Tutti, marinai e ufficiali in seconda, avranno prima o poi un momento di approfondimento; un momento in cui il lettore può avvicinarsi e vedere una terribile cicatrice o una faccia deformata che nascondono la vera natura di questo o di quel personaggio. La nave si trasforma così in un micro universo dove si riproducono le dinamiche della società, dove un ammutinamento diventa una lotta priva di senso tra i borghesi uomini di poppa e i proletari uomini di prua. E persino uno scrittore e filosofo come Mr. Pathurst dovrà scegliere da che parte stare.

 


 

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