L'anno delle perle

L'anno delle perle
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Lucie ama farsi dire le parolacce mentre fa l'amore. Lucie una volta ha tradito suo marito Jakub - maestro elementare, uno che le parolacce non le dice mai - ma una volta sola e basta. Lucie per qualche giorno, tempo fa, ha portato un tatuaggio temporaneo di Topolino sul braccio: gliel'aveva fatto Igor, un vicino di casa alcolizzato ma simpaticissimo che la mattina dopo era stato trovato in terra morto, a faccia in giù in una chiazza di vomito. Lucie un brutto giorno è crollata, e l'hanno ricoverata al'ospedale psichiatrico. Qui ha conosciuto la grassa Miluska, che soffre di fobia dei mezzi di trasporto, degli ascensori e dei ragni, si cambia le mutandine 3 volte al giorno e si spalma continuamente di creme, la quindicenne Mobile, che non fa altro che camminare per i corridoi, la diciottenne cieca Petra, la bellissima Daniela, che sembra una modella e infatti è anoressica. L'ammirazione per Daniela fa scoprire a Lucie pulsioni omosessuali profonde che aveva sempre negato a se stessa: uscita dall'ospedale, la donna inizia a fequentare la comunità gay e una sera incontra in un locale lesbico la fascinosa e capricciosa Magda, un amore che le cambierà per sempre la vita...
Un uovo, apparentemente liscio e perfetto. Una forma armoniosa, che pare bastare a se stessa: eppure quella superficie si riempie di crepe, si sbriciola. Appena il tempo di disperarsi per la fine di una perfezione, che se ne fa avanti - inattesa - un'altra: un pulcino, che libero dal guscio dell'uovo va incontro alla sua vita. Il percorso di Lucie, la protagonista del romanzo della scrittrice praghese Zuzana Brabcová, è simile, e per raccontarlo l'autrice attinge a piene mani dalla tradizione letteraria mitteleuropea, e la ibrida - mediante un'operazione del tutto originale - con la narrativa gay militante, ma senza mai abdicare alla raffinatezza, alla ricerca estetica prima che linguistica. In patria il romanzo ha suscitato l'attenzione dei mezzi d'informazione soprattutto per la questione della storia (delle storie) d'amore lesbica, un tema assolutamente tabù fino alla caduta del Muro e ancora mai messo al centro di un'opera priva di intenti pruriginosi, ma il valore de L'anno delle perle va ben oltre la capacità di scandalizzare, per raggiungere vette di assoluto livello letterario. Impreziosiscono il volume le fotografie di Jirina Zachová, raffiguranti bicchieri e vasetti di vetro pieni d'acqua e sigarette spente: simboli di rimpianto, di straniamento, di gelo e perfetto contrappunto alle tappe di questo romanzo di formazione in salsa praghese.

 

 

 

 
 
 
 
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