L'anulare

L'anulare
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Il signor Deshimaru indossa un camice con piccole macchioline scure e se ne sta tutto il giorno chiuso nel suo laboratorio. In silenzio. La sua giovane lavorante ha perduto una falange del dito anulare in un incidente di lavoro in una ditta di bibite gassate: ha visto il pezzo dell’anulare andare a fondo nella gassosa e non ha provato dolore. Ha abbandonato la ditta e il paese in riva al mare e non ha più bevuto gassosa, e ha trovato lavoro in un magazzino di 'esemplari': il signor Deshimaru fabbrica esemplari da qualsiasi cosa, li conserva nelle stanze buie di un grande caseggiato dove non abita più nessuno (solo due donne rinchiuse in stanze quadrate, quasi senza vita). La gente porta al signor Deshimaru oggetti e ricordi, tutto ciò che va conservato ma di cui ci si vuole liberare: il laboratorio trasforma funghi e spartiti, cicatrici e forcine, fiori e ossa di padda in provette che rendono eterni i ricordi. E li tramuta in oggetti innocui che galleggiano in liquidi trasparenti, togliendoli dalla vita di chi li porta al magazzino. Il signor Deshimaru, misterioso creatore degli esemplari, è un uomo strano e silenzioso, dai tratti decisi e abituato a maneggiare ricordi ed emozioni; regala un paio di scarpe di pelle nera all’anonima protagonista di questo straordinario racconto e rapidamente si impossessa del suo corpo, poi della mente, alla fine dell’anima…
L’anulare è una piccola scoperta. L’autrice è molto nota in Giappone e ha vinto i più importanti premi letterari, e la lettura di questo breve romanzo fa capire bene perché: la narrazione è rapida e fluida, non perde ritmo e significato e conduce all’inevitabile conclusione come un fato evidente dalle prime righe, un destino scritto nelle provette degli esemplari che rendono eternamente morti i ricordi. La protagonista che non ha nome è una giovane ragazza la cui vita non ha mai avuto emozione: anche quando ha perso l’anulare nella gassosa non è riuscita a provare dolore, e l’incontro con il signor Deshimaru rappresenta per lei una sorta di ibernazione in un’irrealtà più forte di ogni altra cosa. Gli incontri della sera nella vasca dei vecchi bagni comuni, l’amore consumato con ansia, con addosso le scarpe regalate da lui nei primi tempi del lavoro, l’abbraccio angosciante e doloroso che infonde una strana serenità sono probabilmente l’estremo risveglio alla vita di chi non ha conosciuto passione. Di chi non ha mai trovato niente che valesse la pena di essere trasformato in esemplare. O forse sì. Un piccolo pezzo del dito anulare.

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