Lasciando il mondo fuori

Lasciando il mondo fuori
L'angolo di una mansarda, una sedia di vimini a cui sono appoggiati un ombrellino e una giacca, un tavolino, un mazzetto di fiori, una finestra coperta da una tendina di pizzo. Tutto in un quadro. La bellezza e la calma di ogni singolo oggetto rappresentati su una tela in modo apparentemente semplice, forse banale. Ma osservando attentamente il dipinto, si coglie un'atmosfera capace di far percepire lo stato di solitudine e di attesa dell'artista che ha voluto raccontare qualcosa di sé con pennelli e colori. Si tratta di una giovane donna, Gwen, che nel 1907 si dedica alla rappresentazione della sua stanza in affitto a Parigi. Nata in una famiglia amante della pittura, Gwen intraprende molto presto gli studi alla Slade, scuola d'arte di Londra a cui già era iscritto il fratello Gus, e diventa un'accanita frequentatrice della National Gallery. Si presta a fare la modella per lo scultore inglese Rodin, finendo per vivere un'intensa storia d'amore con colui che le regalerà attimi di passione travolgente per poi abbandonarla in cerca di nuove ispirazioni. Sarà in quel momento che Gwen, sull'orlo della disperazione, dedicherà tutto il suo tempo per realizzare un'opera che parli di lei, della sua aspirazione alla quiete, senza però doversi necessariamente ritrarre. La sua presenza si avverte in tutti gli oggetti e nella loro disposizione. Il quadro verrà regalato all'amica Ursula, che lo perderà accidentalmente durante un viaggio. Ha inizio la storia turbolenta del dipinto, che finirà nelle mani di sei donne appassionate d'arte, tra le quali si insinuerà un legame unico: le loro vite subiranno cambiamenti drastici e, a volte, dolorosi...
È possibile capire cosa realmente si desideri soltanto osservando un quadro? Per Margaret Forster, autrice del romanzo Lasciando il mondo fuori, la risposta è sì. Lasciarsi trasportare dall'emozione di una scena di vita vissuta, dai particolari carichi di significato, da tutto ciò che rimane in ombra, dedicandosi quindi a un lavoro di fantasia per cogliere lo stato d'animo dell'artista, sono tutti aspetti che vengono fuori pagina dopo pagina. Ogni protagonista di una sezione racchiude un suo piccolo mondo, ma tutte giungono alla conclusione che per trovare – o ritrovare – un briciolo di serenità, occorra andare via, lontano, lasciando il mondo fuori e godendo della pace tanto desiderata in un angolo ristretto, magari fatto solo di un tavolino, una sedia di vimini e un mazzetto di primule. Chi ha amato La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier, non potrà fare a meno di leggere il romanzo della Forster – biografa e critica letteraria – che tiene incollati fino all'ultima pagina grazie ai colpi di scena e alle minuziose descrizioni di personaggi e ambienti. Una splendida relazione tra universo femminile e arte per raccontare le avventure di un quadro, capace di suscitare felicità, tensione, commozione e un'immensa voglia di vivere.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER