Latinoaustraliana

Latinoaustraliana

Mattia è in dopo sbronza. Mattia è su un aereo. La partenza è da Roma. Accanto a lui una coppia in luna di miele. La destinazione è la lontana Australia. In mezzo, 23 ore di volo con scalo a Bangkok dove un agente di sicurezza con il turbante gli controlla il passaporto lanciandogli strane occhiate. Nella seconda parte del viaggio Mattia fa la conoscenza di due ragazzi: uno di Darwin e l’altro di Brisbane. L’emozione e la gioia di raggiungere una meta così lontana sono ai massimi livelli. Nel frattempo sullo schermo nella cabina dell’aereo viene proiettato il percorso di viaggio. Si susseguono il Medio Oriente, l’Himalaya e poi ancora la Malesia. L’alcol purtroppo è scadente ma questo non impedisce al giovane italiano di brindare in continuazione con i due australiani, nel suo inglese stentato. L’aereo atterra a Sydney che è sera tardi. Superate le paure per tutte le indicazioni e i divieti della rigida dogana australiana, Mattia rimane stupefatto per l’estrema gentilezza degli addetti dell’aeroporto. Tutti salutano, tutti sorridono in maniera gentile e tutti gli augurano un’ottima permanenza down under. In Italia nessuno sorride più dopo le nove di sera. Il treno arriva rapido a Central Station, Manly, periferia di Sydney. L’ostello non è un granché ma è pulito ed economico. Mattia ancora non sa nulla dell’Australia né tantomeno di cosa lo aspetterà da lì in avanti ma di certo questa è una delle notti più emozionanti della sua vita…

Marco Zangari è un giovane siciliano che, dopo avere vissuto dieci anni a Roma, decide di lasciare tutto per trasferirsi in Australia, dove attualmente risiede. Lavora come psicologo clinico e come operatore sociale per aiutare i giovani italiani che come lui hanno deciso di trasferirsi nel continente oceanico. Agli inizi della sua avventura australiana, è stato anche un venditore porta a porta e uno psicologo di un manicomio criminale. Latinoaustraliana è il resoconto autobiografico di un giovane italiano emigrato in Australia, con una laurea inutilizzata, un inglese stentato, un semplice visto di working holiday e poche alternative. L’autore definisce questa esperienza come “una montagna russa dell’umore difficile da gestire” e quindi il racconto risulta particolarmente utile per tutti quei ragazzi che, allo stesso modo, vedono l’Australia come la nuova Eldorado, ossia uno degli ultimi posti dove rifarsi una vita. Attraverso vari spunti e diversi generi letterari, dal romanzo d’amore a quello d’avventura, passando al vero e proprio romanzo di viaggio, il lettore potrà avere una panoramica completa di Sydney e dintorni, ottimale sia per chi sta meditando sul grande salto sia per chi desidera semplicemente viaggiare con la mente.



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