L'attesa

L'attesa
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Fine anni '60. Il Dottor Lin Kong è un ufficiale medico dell'esercito della Repubblica Popolare Cinese. Originario di un piccolo villaggio di campagna, è stato forzato dai suoi genitori a seguire le antiche usanze del luogo e a sposare una ragazza che nemmeno conosceva, Shuyu. Lei e la loro figliola vivono nel paesello d'origine, mentre Lin Kong lavora nella lontana Muji all'Ospedale militare. Qui conosce una giovane infermiera, Manna Wu, e per la prima volta nella sua vita ha l'impressione di innamorarsi. Allora chiede il divorzio alla moglie, ma questa rifiuta. Ogni estate, per diciassette lunghi anni, Li Kong torna al paese e assieme alla moglie si reca dal giudice per chiedere il divorzio, registrando il rifiuto di lei. Dal diciottesimo anno in poi non ci sarà più bisogno del consenso della moglie. Manna Wu e Li Kong nel frattempo aspettano, bloccati in questo rapporto del tutto platonico...

Con una prosa di struggente semplicità e bellezza mozzafiato, l'esule Ha Jin racconta questa storia vera (i protagonisti sono ispirati ad alcuni amici di sua moglie), la storia di un amore che non è amore che viene sostituito da un amore che poi in realtà mica è amore, finché non si ritorna ad un amore che non è amore, ma chissà, potrebbe anche essere un amore... Confusi? In compenso, seguendo Ha Jin nella sua cronaca minuziosa ed emozionante non lo sarete mai: sarete invece stregati, ammaliati dall'affresco di una Cina poverissima ed inospitale, dove anche i beni materiali più modesti vengono presi come doni dal cielo ed una ottusa burocrazia militare e politica opprime tutto come una grigia cappa di smog. Anche il protagonista Lin kong è bloccato, vittima della sua stessa ignavia e del suo mal di vivere, e finisce per essere un eroe molto diverso dal solito, immobile e indeciso anche nel campo dei suoi stessi sentimenti e bisogni. Nessuno stimolo arriva dal mondo esterno (tranne una copia di Foglie d'erba di Walt Whitman che finisce per caso nelle mani di Manna Wu), nessun evento storico sullo sfondo fa cambiare il vento: tutto è congelato o quasi nella vita di un gruppo di persone che ad ogni pagina suscitano nel lettore reazioni profonde ed inaspettate, fino all'umanissimo finale. Commozione, simpatia, tristezza nell'affresco di vita cinese dipinto dall'autore (a proposito, il romanzo è stato scritto in inglese, ed è incredibilmente raffinato se si pensa che Ha Jin quando l'ha scritto era negli Stati Uniti solo da una decina d'anni), che rinuncia alla denuncia politica caratteristica degli altri suoi lavori per donarci una favola neorealista di altissimo livello letterario.

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