L'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi

L'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi
Cantami o Musa di neonati bicefali e genitori premurosi, cantami di mogli che aspettano il marito ogni sera a quattro zampe dietro la porta di casa, pronte ad essere impalmate come e dove aggrada. Raccontami di manager che contemplano Roma dietro a enormi vetrate luccicanti e le mostrano l'uccello, di brainstorming e silenzi. Cantami o Musa di distratti petting all'università e di duci travestiti da contadini, di propaganda e osteoporosi. Le gesta di idraulici e muratori, e istruttori di body-building. Raccontami del commiato di un poeta che agonizza in una vasca nippo-coreana che emette non so quali raggi. Di cazzi, fiche, di quello che c'è e quello che non c'è...
Strano quante cose riescano ad entrare in un libricino blu. Peppe Fiore, giovanissimo autore televisivo al quasi esordio letterario dopo il romanzo L'amoreposteriore pubblicato dalla webzine underground Frenulo a mano (anche in volume a tiratura limitata) e qualche racconto sparso sulle riviste Fernandel ed Ellittico, non segue la strada del citazionismo pop a tutti i costi né quella del surreale da finto tonto: è sfacciato e diretto fino (quasi) alla verità, padrone assoluto di una prosa che, pur tra episodi più o meno felici, riesce davvero a commuovere a forza di schiaffi e sberleffi. E due tra i brevi racconti di questa antologia, Per noi e Coccige, sono tra le cose più belle lette da parecchi anni a questa parte.

 

 

 
 
 
 
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