Lavoro, baci e altri disastri

Lavoro, baci e altri disastri

Jack Fonte non si chiama davvero Jack, ma Giacomo. È il figlio di Marinella Remo e Alberico Fonte. Quando l’hanno messo al mondo i due non erano ancora divorziati. Alberico Fonte è un imprenditore. Ha cominciato nel mondo dell’edilizia. Poi è passato al gelato artigianale. Poi alla distribuzione editoriale. In seguito al vino chimico. Infatti l’azienda si chiama Vin. Chi., e ha diversi dipendenti, tra cui Massimo Merli, ventisettenne che si sente inadeguato come tutti i ventisettenni in un paese, ridicolo sin dalla forma calzaturiera, che se ti dice bene ti dà del fannullone, se sei sfortunato ti sfrutta e non vede l’ora che tu tolga il disturbo perché magari se sei bravo fai sfigurare la capra di turno che va a letto – o ha qualcuno che ci vada per lei – col datore di lavoro del momento. La Vin. Chi. chiude il mese di febbraio in passivo. E dire che è l’unica azienda messa su da Fonte che non è ancora fallita: per questo è passata al figlio. Anche perché Alberico nel frattempo ha un nuovo hobby: la politica. I pilastri su cui si regge la Vin. Chi. sono tre, come da manuale dell’imprenditoria rampante: proporre un prodotto innovativo, mantenere bassissimi i costi aziendali, lasciare completamente da parte concetti oramai ben più che anacronistici e obsoleti come moralità, trasparenza e legalità…

Surreale e divertente, ha qualche refuso di troppo ma si legge con piacere Lavoro, baci e altri disastri di Francesco Dell’Olio, che ispira simpatia fin dal titolo, che rimanda nemmeno troppo velatamente a diverse opere letterarie e cinematografiche basate sin dalla denominazione sull’accostamento stridente di contrasti, volto a evidenziare lo straniamento della vita moderna, in cui più cerchi di impegnarti e di fare le cose per bene e più fai sembrare poco maldestro Paperino: si pensi per esempio ad Amore, prozac e altre curiosità o al film con Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal Amore e altri rimedi, tanto per dirne due. Massimo Merli è il classico TQ, esemplare italico niente affatto in via di estinzione. Ovvero, un Troppo Qualificato, uno di quelli che si becca un mare di complimenti a ogni colloquio ma poi non lo assumono mai. Lui in verità ha un lavoro, ma da un certo punto di vista sarebbe stato meglio di no. È il protagonista, ma non il solo: le sue disavventure picaresche fanno di Lavoro, baci e altri disastri un Bildungsroman scanzonato ma serio che coinvolge infatti anche Paprika, la ragazza scalza della porta accanto, e Zahra, due artiste che cercano la loro strada in un modo quantomeno singolare. E così ne capitano di ogni colore, tra equivoci, mostre, appartamenti misteriosi, vampiri, casse di cartone, Sottolineatori, viaggi in Cina…



 

 

 

 
 
 
 

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