Laxdæla saga

Laxdæla saga
Norvegia, IX secolo dopo Cristo. Ketill Naso Piatto è un nobile hersir - presiede i riti religiosi e le assemblee, guida gli uomini in battaglia - costretto ad abbandonare il paese con la famiglia, poiché il sovrano Haraldr vuole sottomettere gli hersir al proprio controllo. Ketill sceglie di stabilirsi nelle Isole Britanniche mentre i figli maschi e la figlia Unnr la Sagace, rimasta vedova, vanno alla conquista dell’Islanda. Dopo aver nominato come erede il nipote Óláfr, figlio di Kollr fondatore di una fattoria presso il fiume Laxà, la nobile Unnr allestisce il suo banchetto di commiato e muore con la consapevolezza di avere gettato le basi per una prospera e fulgida dinastia. Saranno i figli di Óláfr, Kjartan e l’adottivo Bolli, a dare lustro alla casata con imprese commerciali e di conquista, contendendosi l’amore della donna migliore d’Islanda, la bella e ambiziosa Gudrun, e sacrificando l’affetto fraterno a intrighi e sospetti...
Scritta intorno al 1245 da un autore oggi sconosciuto e giunta fino a noi su diversi manoscritti, la saga del clan Laxàldalr (il titolo letteralmente significa Saga dei valligiani di Laxárdalr), con la sua articolatissima genealogia, offre uno scorcio di medioevo islandese. Un’epoca di uomini audaci che per combattere impugnano spade e asce intarsiate e indossano elmi incisi d’oro, dono di sovrani e ricchi alleati, mentre nelle fattorie li attendono sedute al telaio donne il cui volere determina il destino della famiglia. Hanno nomi aspri da pronunciare, nomi dal sapore antico di torba, di ghiaccio e di vento artico. Lottano per onore e per amore, tingono di sangue la terra ma rinunciano agli dei pagani per accogliere il cristianesimo di re Óláfr Tryggvason. Intraprendono viaggi che durano intere stagioni, matrimoni che sanciscono alleanze granitiche e da cui nascono figli artefici della gloria del clan. Onorano gli spettri che infestano le fattorie e sogni profetici a cui vincolano le loro scelte. No, non è fedele ricostruzione storica - ci sono anacronismi, ma che importa?- sono atmosfere epiche quelle in cui vi immergerete. E hanno l’incanto delle favole.

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