Le amiche imperfette

#angelica. Specchietto, rossetto, controllo mascara, luce giusta, corretta angolazione e mezzo sorriso. È tutto pronto per il selfie di Angelica. Il suo sorriso è sempre a metà, perché quello troppo aperto, che evidenzia la bellissima dentatura, mette in risalto anche le zampe di gallina, quindi meglio evitare. Da non trascurare per una buona foto l’intensità dello sguardo e la misura della felicità che si vuole mostrare. Angelica teme il passare del tempo: desidera mostrarsi al massimo della forma e soprattutto agli occhi degli altri, vorrebbe apparire sempre giovane. Ama quando gli altri guardano avidamente le sue gambe lunghe e le sue forme generose. Ha un fisico scolpito la donna, se pur con qualche ritocchino, ma non ha necessità di abiti scollati o gonne corte, a lei bastano un paio di jeans e una camicetta per apparire. Qualche volta nelle foto le capita di abbracciare chi le sta accanto: lo trova giusto Angelica, che al tacco 12 non rinuncia mai, nemmeno sotto i pantaloni. Trova sia giusto sottolineare una momentanea condivisione, che doni l’illusione di un rapporto amicale reale. Si sente realizzata Angelica attraverso le sue foto e tutti gli sforzi fatti per essere una scrittrice esordiente, vengono ripagati dai like che ricevono le immagini che la ritraggono. Ora ha il suo pubblico e questo è quello che conta… #flavio. Non ostenta, scatta foto sia in compagnia che da solo o anche per ritrarre un bel paesaggio. Apprezza il fascino femminile Flavio, ma con discrezione. Frequenta amiche riservate, che si accontentano di qualche momento insieme e quando gli capita di incontrarle in luoghi pubblici preferisce ignorarle. Del resto lui ha una moglie e il rispetto per Angelica viene prima di ogni cosa… #elisa. Niente foto, niente autoscatti, potrebbero abbassare la sua autostima. Elisa preferisce gratificarsi guardandosi allo specchio, quando ne ha voglia e se proprio ci fosse necessità di scattarsi qualche fotografia, non lo fa mai a fine giornata, momento in cui è particolarmente stanca e cerca di essere il più naturale possibile. Ha il cuore scompigliato Elisa, proprio come i suoi capelli e il suo stato d’animo deve essere suo e basta. Non ha particolare cura nell’abbigliarsi, indossa quello che capita e soprattutto capi particolarmente colorati che rinvigoriscono la sua pelle piuttosto bianca. Indossa abiti comodi e un velo di mascara Elisa, del resto si muove tutto il giorno e la semplicità diventa fondamentale…

Due donne completamente differenti, che si ritrovano a stringere un patto di alleanza, una per ritrovare la propria mai acquisita soddisfazione e l’altra per un puro interesse economico. Angelica ed Elisa sono le protagoniste indiscusse de Le amiche imperfette, il nuovo romanzo di Maria Pia Romano. Imperfette, perché entrambe hanno qualcosa di incompiuto, anche se per motivazioni diverse. Il libro si apre con un incipit decisamente originale: tre selfie che descrivono le caratteristiche principali delle protagoniste, a cui si aggiunge Flavio, il marito di Angelica, che avrà un ruolo in qualche modo determinante nella vicenda. Una peculiarità che la Romano ha fortemente voluto, a emblema del suo desiderio di creare un romanzo contemporaneo. Bella la descrizione che l’autrice fa di Lecce (che potrebbe essere attribuita a qualsiasi altra città di provincia), la città che fa da sfondo alla storia, disegnata come una sorta di agglomerato di puro squilibrio e di latente insoddisfazione. Uno scontento che si veste di inquietudine, attraverso gli atteggiamenti degli abitanti stessi, che fanno della quotidianità polemica e pettegolezzo. Ogni figura appartenente a quel periferico quartiere leccese rappresenta in qualche modo quel senso di insoddisfazione che è alla base di una vita fatta spesso di vuoti. Il perno della trama è la stesura di un libro, che si tinge di mistero: la creazione di un romanzo che Elisa farà in veste di ghostwriter per Angelica. La Romano con Le amiche imperfette vuole portare alla luce il grave problema legato a quella parte di editoria malata, che consente di vestire i panni di scrittore a chiunque voglia e soprattutto a chiunque si possa permettere di pagare la pubblicazione di un libro, non per l’esigenza di comunicare un messaggio o di lavare la propria anima attraverso la scrittura, ma per la semplice gratificazione di un ego vuoto e malato. Questo contorto meccanismo, non solo danneggia la sostanza della scrittura stessa, ma va anche a colpire l’intero sistema, librerie comprese. Una sorta di denuncia quella che Maria Pia Romano fa, attraverso la narrazione delle vicende che animano la storia e tramite la descrizione delle emozioni che appartengono ai protagonisti, in particolare di quelle di Elisa, che rappresenta in qualche modo la parte più pulita di tutta la vicenda. Una Elisa sensibile, che si lascia travolgere da un sentimento d’amore non ricambiato, che soffre e che tiene per sé il dolore cocente di una potente delusione. Una scrittura scorrevole e semplice quella della Romano, che non rasenta mai la banalità e che rende la lettura del romanzo molto piacevole. Uno stile che lascia palesemente trapelare la sofferenza dell’autrice, che sente proprio il danno provocato dal marcio dell’editoria senza scrupoli e che fa suo il dolore di Elisa, una donna sofferente, ma intelligente e spiccatamente realista. Un romanzo interessante Le amiche imperfette, delicato, se pur tagliente nel suo attacco contro un sistema mal funzionante, contro una borghesia rappresentata perfettamente dalla figura di Angelica, vuota e pretenziosa e nella simpatica descrizione di una città di provincia, a cui la Romano attribuisce una voce che di notte parla in radio.

LEGGI L’INTERVISTA A MARIA PIA ROMANO



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