Le anime forti

Le anime forti
Thérèse è quella che oggi si definirebbe “un’arzilla vecchietta”, moderna, al passo con i tempi e senza peli sulla lingua, un po’ troppo all’avanguardia, soprattutto considerando che la sua storia inizia a fine Ottocento. Il racconto, quello della sua vita, forse tanto dissoluta per il periodo storico, inizia (ahi noi!), durante una veglia funebre. Un gruppo di donne inizia a spettegolare e a chiacchierare incurante dell’eterno riposo della salma. Iniziano i pettegolezzi, le rivelazioni, i sussurri e i gridolini, insieme a risate e riflessioni. Thérèse riesce a zittire tutti raccontando la sua storia, attraverso gli episodi di una vita che ormai sembra tanto lontana, ma che in effetti rivive piena di ossigeno e tangibilità attraverso le parole di una donna appassionata e forte, detentrice di insegnamenti e lezioni di vita mai fuori moda, ma attuali e fonte di ispirazione per le donne che l’ascoltano con ammirazione e curiosità. La storia è quella sua e del marito Firmin: uomo semplice ma dal cuore grande, ammirabile lavoratore ma completamente avvolto dalla predominanza di una personalità come quella della moglie. Tutto comincia con una fuga, formalmente orchestrata dal semplice Firmin ma guidata da una giovane Thérèse, smaliziata e sveglia. Dietro l’apparenza di una servetta abituata al suo modesto lavoro, portato avanti senza fiatare, si cela una personalità sottovalutata, di cui Thérèse assume pian piano consapevolezza…
Le anime forti di Jean Giono è considerato uno dei più grandi capolavori del romanzo moderno, estremamente attuale e coinvolgente, al tempo stesso tragico e pieno di spunti di speranza e spiragli di luce. Uno stile che non fa sentire al lettore il passare del tempo, un linguaggio attuale e degno del romanzo contemporaneo, quello apprezzato e di successo. Lo stile di Giono, però, non è niente se privato di una storia altrettanto attuale e moderna, emblema di una società del passato che trova chiari riferimenti nelle dinamiche e nei fatti del presente. La condizione di “servetta” di Thérèse potrebbe essere tranquillamente quella di una donna di grande spirito, traboccante di iniziativa, smaliziata e intuitiva, stretta in una vita che fondamentalmente non ha scelto e animata dalla voglia del cambiamento e della realizzazione personale. Il romanzo è ricco di spunti interessanti, di riflessioni sulla vita e sulla quotidianità che, se staccate dal contesto, assumono un valore moderno e senza tempo. Non per niente Le anime forti ha ispirato la trasposizione cinematografica. Un filo rosso percorre tutto il romanzo: cos’è davvero la felicità? Ne esiste una definizione assoluta? Oppure è tutto, come sempre, relativo?

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