Le argentee teste d’uovo

Le argentee teste d’uovo
Fantastica la vita dello scrittore. Soprattutto rigenerante dopo un tranquillo turno di notte insieme ai giganteschi mulini a parole. Gaspard non può non ammirarne la torreggiante, silenziosa, figura cromata appena lucidata, con le loro magnifiche strutture in ottone, belle lucide e oliate. Anche stavolta il turno si conclude senza problemi: non resta che aggiustarsi la cravatta, abbottonarsi gli alamari lucenti della giacca e accendere la pipa. Un'occhiata all'orologio. Tempo di andare a casa, pazienza per il turno di giorno. Avrebbe già dovuto essere lí da un po', lo scrittore del turno di giorno, ma dopotutto non è certo un suo problema, se la vedranno quelli del sindacato. Giù con l'ascensore, dritto in mezzo alla folla di visitatori accompagnati dal vecchio custode. Saluta, porta rispetto, fatti vedere disponibile. Finalmente in strada, ansioso di leggere le ultime produzioni multimediali del suo adorato mulino a parole. Ma che fanno tutti quegli scrittori ammassati lungo i marciapiedi? E perché hanno i lanciafiamme?
Un classico di lusso impreziosito dal lavoro di una fra le migliori traduttrici di fantascienza di tutti i tempi. Ennesima ristampa Urania di questo bellissimo e originale romanzo di Leiber, un'opera del 1961 che fa della satira del mondo letterario il suo punto di forza. Oggi, nel pieno del dibattito sul futuro della narrativa (cartaceo? Ebook? POD? MP3?), non può lasciare indifferenti questa esplorazione del mondo letterario del futuro. Un romanzo arguto e gustoso come pochi, in cui si mettono alla berlina le piccole grandi incapacità creative e al contempo le esagerate pretese artistiche di chi vive della sua fantasia. Con una prosa asciutta, pungente e scorrevole come seta, Leiber pone delle domande ancor oggi di tutto rispetto. Riuscirà la tecnologia a superare perfino la creatività umana? O, piuttosto, resisterà la creatività davanti al progressivo dilagare della presunzione e della supponenza? Nell'indagare l'impatto della tecnologia futura sulla creatività letteraria, l’autore strappa ogni velo alla pochezza dell'ingegno umano e senza prendersi troppo sul serio ridisegna nuove sfide e nuovi possibili rapporti fra uomini e macchine.

 

 

 

 
 
 
 

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