Le avventure di Cugel l’astuto

Sulle alture che dominano il fiume Xzan, non lontano dalla antichissima città di Azenomei, Iocounu il Mago Ridente ha costruito la sua coloratissima ed eccentrica dimora. Oggi in città è giorno di fiera, e Iocounu come sempre farà un salto al chiosco di Fianosther, per strappare qualche oggetto magico a buon prezzo dopo estenuanti trattative. Alla fiera ha un banchetto anche un certo Cugel, uomo spregiudicato e lussurioso, dall’umorismo sprezzante: vende talismani ricavati da una bara di piombo tagliata a losanghe, ma gli affari vanno malissimo, mentre Fianosther, accanto a lui, fatica a servire tutti i suoi clienti. Sconsolato e “con la voce resa rauca dagli inutili imbonimenti”, Cugel chiude il suo banchetto e si avvicina al furbo Fianosther, che gli propone un affare sporco: mentre lui contratterà con Iocounu, Cugel dovrà recarsi nella sua dimora incustodita e rubare più oggetti magici possibile. Con qualche titubanza, l’uomo ciondolando si avvia alla casa del Mago Ridente e vi si introduce senza difficoltà, arraffando tutto quello che può. Purtroppo però rimane intrappolato in un labirinto di cristallo, e al suo ritorno Iocounu lo sorprende con le mani nel sacco. Il Mago Ridente offre a Cugel l’opportunità di evitare terribili punizioni compiendo una pericolosa missione per lui: trovare un emisfero di cristallo viola di origine demoniaca disperso nella remota regione di Cutz e portarglielo. Per evitare diserzioni, gli inserisce nel fegato una sorta di crostaceo alieno capace di infliggere a Cugel innominabili tormenti in caso gli salti in mente di deviare dalla sua missione. Dopodiché lancia l’invocazione nota come Trasferimento Laganetico di Thasdrubal e all’istante un demone trasporta Cugel dall’altra parte del mondo, a Cutz. Qui, il ladro non vede cristalli ma solo un villaggio poverissimo di baracche abitato da individui puzzolenti e cenciosi, che però camminano con un portamento maestoso e severo. Una tribù di rimbambiti? La realtà è molto, molto diversa...
Il Ciclo della Terra Morente di Jack Vance decolla con questa saga di sarcastica heroic fantasy pubblicata tra 1965 e 1966 dapprima in cinque “puntate” sul Magazine of Fantasy & Science Fiction e poi successivamente in un volume unico con poche differenze, la maggior parte delle quali riguardanti il fato del personaggio femminile di Derwe Coreme. Alla ribalta c’è Cugel l’Astuto (la definizione è sua), uno dei più azzeccati antieroi della storia della letteratura: avido, ironico, simpaticissimo malgrado passi da furti a truffe, da stupri a omicidi senza soluzione di continuità e soprattutto senza fastidiosi sensi di colpa. Il più puro, travolgente, irresistibile egoismo è ciò che muove questa fascinosa canaglia di avventura in avventura, nel suo riluttante pellegrinaggio irto di letali pericoli che in ogni momento Cugel cerca di muovere a suo vantaggio, progettando improbabili, sgangherate vendette destinate a fallire miseramente. Lo stile è quello del Jack Vance maturo: scoppiettante, ironico, raffinatissimo, però con più umorismo del solito. Libro impossibile da interrompere una volta iniziato: vi dovranno trascinare a cena con la forza, e vi ingozzerete a 100 all’ora per tornare prima possibile a leggerlo. O, meglio ancora, rifiuterete ogni invito. Ottimo supporto per le diete, quindi.

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