Le coincidenze

Le coincidenze
Alfonso lavora in un cantiere e vive nella periferia di Napoli con il figlio Giacomo e la giovane moglie: a ribaltare la sua tranquillità un terribile incidente che lo costringerà per sempre sulla sedia a rotelle. Perso nei bui vicoli della depressione, riesce a riemergere grazie alla scoperta di una passione per la fotografia: la moglie, invece, si chiede ogni giorno perché la vita le abbia sbattuto la porta in faccia mentre Giacomo trova una sorta di pace interiore in una grande fede, la stessa che lo porta in seminario, prima e, in seguito, come parroco, a dedicarsi ai giovani delle periferie, coinvolgendoli e permettendo la loro socializzazione improvvisando tornei di basket… Locate Varesino-Milano Bovisa, tutti i giorni: la grigia e monotona routine del pendolare è la normalità di Elio Girolamo, commercialista per una ditta di palle da tennis. Ironia beffarda del destino, visto che la figlia Martina è morta proprio mentre giocava una partita, portata via da un problema cardiaco che nessuno conosceva... Gaetano Pacifico è il figlio ciccione di Augusto Pacifico, inventore della prelibata crema che fa impazzire tutta Napoli: il bambino ha il ruolo fondamentale di assaggiatore, come ben dimostra la sua mole, nonostante la quale decide di diventare ciclista, facendo penare i suoi genitori, ossessionati dal volerlo accontentare nonostante l’evidenza della realtà…
Queste sono solo alcune delle storie che si intrecciano nel romanzo: Le coincidenze è infatti costruito da episodi e personaggi che si sovrappongono, si incontrano o si scontrano, si ritrovano e si perdono. Tutti uniti da un unico interessante filo conduttore: lo sport. Ivan Polidoro mette nella sua opera prima tutta la sua esperienza di attore e regista, realizzando un romanzo-sceneggiatura, con descrizioni talmente vivide e dettagliate da far sentire il lettore sulla poltroncina di un cinema, intento a guardare una commedia italiana degli anni ’60. Al centro di tutte le storie, la periferia: seppur di tre città diverse, permane quel senso di marginalità tipico delle zone urbane un po’ abbandonate, contrastato dal tentativo di trovare forme di aggregazione o modi di uscire dalla monotonia. Cifra caratteristica del romanzo è una straordinaria ironia che si materializza anche di fronte alle tragedie, reinterpretandole e facendone percepire la paradossalità. Per chi trovasse la lettura difficoltosa o si perdesse nei meandri di questo andirivieni di storie ecco pronto un utile vademecum finale, La bibbia delle coincidenze, in cui, come in ogni sceneggiatura che si rispetti, vengono presentati tutti i personaggi con accanto un breve commento, in questo caso, in linea con la narrazione, spassosissimo e originale.

Leggi l'intervista a Ivan Polidoro

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