Le cose che voi umani

Le cose che voi umani
Roma, oggi. Alek Skaturian, italo-armeno ex agente della CIA dal passato doloroso e dalla volontà di ferro, da qualche anno agente free-lance al soldo di committenti sempre diversi, è impegnato con la sua squadra in una missione ricca di risvolti enigmatici: rapire mentre si reca a un appuntamento con la giovane amante Ruggero Mentasti, 57 anni, responsabile finanziario della Bethadium - filiale italiana di una multinazionale olandese della Chimica - e costruire una falsa fuga del rapito in Sudamerica al seguito di una ulteriore amante e con in tasca 12 milioni di euro abilmente sottratti all’azienda, in modo da sviare indagini e ricerche. Perché questo spiegamento di forze per un anonimo manager? Perché Mentasti in realtà si chiama Stefano Zemella e ha militato ai massimi livelli nelle Brigate Rosse, partecipando in prima persona nel 1978 al sequestro e alla prigionia di Aldo Moro. Dopo trent’anni di bugie e segreti, per Zemella è arrivato il momento di subire la vendetta di un potere misterioso che vuole strappargli, con una serie interminabile di interrogatori video effettuati in un bucigattolo di pochi metri quadrati, retroscena innominabili e verità troppo a lungo nascoste su una delle vicende più oscure della storia europea del ‘900…
Il sequestro e soprattutto l’assassinio di Aldo Moro non sono stati il momento più critico dell’attacco al cuore dello Stato sferrato da un pugno di rivoluzionari violenti, illusi e disperati, ma il prezzo da pagare nel quadro di un patto scellerato tra la fazione più ‘atlantica’ dei poteri forti e le BR ormai in rotta - alle quali era stata promessa un’uscita ‘onorevole’ dalla lotta armata - per stroncare sul nascere il tentativo dello statista democristiano di trasformare il nostro Paese in una normale democrazia dell’alternanza sul modello nord-europeo. Questa è la tesi di fondo di questo sorprendente romanzo, teso come un noir ma ricco di digressioni e approfondimenti. Una tesi esplorata e declinata mediante un affresco complesso e variegato, ricco di ipotesi suggestive (la trattativa al telefono con Paolo VI, lo scambio di prigionieri Moro-Moretti, i trasferimenti di Moro da un luogo di prigionia all’altro, le ingerenze nella gestione del sequestro da parte di questo o quel servizio più o meno segreto, etc) e senso del dramma. Violenza, erotismo, dietrologia, dialoghi ricchi, personaggi sufficientemente credibili, colta divisione del libro in capitoli che hanno i nomi di 3 momenti della Lectio Divina su 4: basterebbe purgare il linguaggio di qualche barocchismo non necessario e asciugarlo di qualche divagazione e avremmo per le mani un libro-bomba (se mi passate il paragone infelice, visto lo specifico). Ma non dobbiamo dimenticare che Francesco Tagliabue, che si occupa di Cinema e Televisione, è con Le cose che voi umani al suo romanzo d’esordio. Quindi tutto sommato il libro-bomba ce l’abbiamo già.

 

 

 

 
 
 
 
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