Le cose non sono le cose

Le cose non sono le cose
Si chiama Learco e suona la tromba. Prima di tutto. Poi lavora come traduttore per un'impresa import-export. Ma da libero professionista, due-tre volte a settimana. Laureato in lingue, traduce il russo. Sul suo pezzo di sughero accanto alla scrivania ha appuntato un foglio con su scritto Еб твою мать. In corpo 72. A chi gli chiede cosa significa risponde che si tratta del titolo di una poesia di Dostoevskij. Ci fosse stato mai nessuno che gli abbia risposto “Ma Dostoevskij mica ha scritto poesie”. Comunque  vuol dire “Tromba tua mamma”, un'espressione comune in Russia che Learco sente il dovere di “trasportare” nel mondo occidentale. Sprezzante, Learco. Un anarchico, Learco. I suoi appigli affettivi sono i Bogoncelli, il gruppo in cui suona su e giù per i piccoli locali della via Emilia, la sua fidanzata Bassotuba, che di nascosto invia i suoi (di Learco) curriculum alle aziende, e la sua gatta Paolo, che gli dimostra tutto l'amore che sa pisciando un po' ovunque. Questo per cominciare. Poi Learco scrive. Invia manoscritti agli editori che gli dicono “Ehi ragazzo, tu vali.. dammi due settimane” “dammi due mesi” “aspetta che ti richiamo”. Ma “le cose non sono le cose”, le parole non sono quello che dicono, le promesse, poi, figuriamoci...
Che sollievo leggere questo autore, quello stile che gli sta incollato addosso come se fosse la cosa più naturale del mondo, che ti viene da chiederti: ma chissà come scrive Paolo Nori, chissà come lo butta giù quel “parlato” lì, che riesce a farti ridere persino se sei depresso, persino se sei nella sala d'attesa del dentista. Persino. “Quando in un libro trovo qualcosa che nessuno pronuncerebbe mai mi viene voglia di chiuderlo”: Nori resta fedele al suo gusto e cerca di non tradirsi. A partire da questo romanzo d'esordio: pubblicato la prima volta da Fernandel nel 1999, DeriveApprodi (editore del suo successivo Bassotuba non c'è) ne pubblica oggi la riedizione. In mezzo dieci anni. Dieci anni che hanno visto approdare Nori a Feltrinelli, compiere di nuovo il giro e, a volte, uscire dall'orbita (qualche mese fa Nori ha annunciato sul suo sito www.paolonori.it che avrebbe scritto per il quotidiano Libero, con sommo scorno di Andrea Cortellessa et similia, su Nazione Indiana). Le cose, a volte, sono proprio le cose.

 

 

 

 
 
 
 
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