Le cronache di Saint-Germain

Le cronache di Saint-Germain
Primi del '900. Charles Whittenfield, nono Conte di Copsehowe, ama intrattenere i suoi ospiti con storie curiose sulla sua antica famiglia: stavolta per esempio un antico specchio è lo spunto per raccontare le drammatiche vicende vissute da Sabrina, la bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bisnonna di sua prozia Serena, vissuta nella prima metà del '600. Esasperando i suoi commensali (tra i quali però ce n'è uno che pare saperne sull'argomento persino più di lui) con mille divagazioni, Whittenfield racconta di come la donna, lasciata in miseria ad Anversa con due bambini da sfamare dal marito militare finito in carcere, finì a servizio da un Conte straniero dalle misteriose abitudini... Seconda Guerra mondiale. Il Conte di Saint-Germain vive in un castello a Montalia, nella Francia occupata dai nazisti e straziata dalla guerra partigiana. Qui riceve la visita di James Tree, un giornalista che manca da Montalia ormai da dieci anni, reduce dal lavoro sul fronte e da un grave incidente. Ma Tree non sospetta quanto grave: in realtà l'uomo è morto, e solo perché vampirizzato da Madeleine, sua ex amante e padrona del castello sin dal '700, è ancora in giro. Ora non resta che accettare questa bizzarra realtà, mentre la situazione bellica precipita... Anni '80. La giovanissima Jilian Walker, studentessa dell'Iowa di ritorno da un lungo e affascinante viaggio in Europa, durante il quale ha visitato – in un insolito itinerario - Milano, Firenze, Vienna, Praga, Budapest, Belgrado, Bucarest, Sofia, Sarajevo, Zagabria, Trieste e Venezia, incontra sull'aereo un fascinoso signore che pare molto curioso di lei. Sorseggiando liquori e conversando amabilmente dei più vari argomenti (tra i quali il vampirismo), i due giungono a New York, e qui decidono di andare a cena insieme...
Parentesi dedicata ai racconti nella interminabile saga editoriale del vampiro Ragoczy/Saint-Germain alla quale Chelsea Quinn Yarbro ha dedicato la sua vita di scrittrice. È l'occasione per sperimentare anche qualche modalità narrativa un po' più ardita del solito (come ne “Il ragno nello specchio” o “Baita 33”), oppure per un omaggio all'Italia (“Saint-Germain a Padova”) con cui l'autrice statunitense ha voluto ricambiare la calorosa ospitalità ricevuta in occasione di un convegno nella città veneta nel 2006. Slanci sperimentalistici o sentimentali a parte, siamo di fronte a sei racconti raffinati e avvincenti, perfettamente in linea con l'estetica della saga di Saint-Germain: chi l'apprezza li adorerà, chi non la conosce non ne rimarrà particolarmente impressionato. La raccolta è preceduta da uno scritto introduttivo in cui la Yarbro ripercorre le rocambolesche vicende dell'esistenza del vero Conte di Saint-Germain, un enigmatico personaggio dai natali incerti che frequentò l'alta società europea del '700 lasciando credere di essere immortale o giù di lì: fu alchimista, compositore, persino insegnante di Anton Mesmer e scomparve a Genova nel 1802, prima di imbarcarsi per il misterioso Egitto in cerca di chissà quale avventura esoterica.

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