Le donne di Cesare

Le donne di Cesare

Roma, 68 a. C. Un quindicenne brufoloso si sta dedicando alla sua attività preferita, scrivere una epitome di Tucidide, soprattutto perché sa che gli riesce bene e che ne riceverà lodi come al solito. Ma il giovane Bruto deve ubbidire a sua madre Servilia: devono uscire, sono attesi in visita a casa di una delle famiglie più illustri di Roma, la gens Julia. Non che gli dispiaccia poi tanto, perché incontrerà Giulia, che ha solo otto anni ma – lo sa soltanto il suo cuore per il momento – un giorno sarà sua moglie. Bruto e Servilia non sanno che stanno per incontrare l’uomo che presto cambierà le loro vite e le sorti di Roma. Quel giorno, infatti, torna a casa Giulio Cesare che ha appena terminato il suo mandato di questore in Spagna. I suoi obiettivi si son fatti sempre più ambiziosi, l’esperienza della Gallia è ancora lontana ma nel Foro, il campo di battaglia che intende affrontare adesso, la lotta non è meno spietata. Tra tradimenti e voltafaccia inaspettati, Cesare è intenzionato a completare rapidamente il cursus honorum; gli spianano la strada il suo enorme fascino e la sua bellezza fisica, aggiunte alla sua abilità di seduttore che esercita senza alcuno scrupolo tanto nell’arte oratoria che con le donne, l’altra grande passione oltre alla politica. Sua madre Aurelia, l’adorata figlia Giulia, la bellissima Calpurnia, la volubile Pompea, la spietata Servilia (sua amante fino alla fine e madre di quell’amato Bruto che parteciperà alla congiura contro di lui), tutte si contendono le sue attenzioni e ognuna lo vorrebbe per sé. Ma a Cesare sta davvero a cuore una cosa soltanto: Roma…

Continua l’opera monumentale di Colleen McCullough, giunta qui al quarto volume focalizzato sugli anni dal 68 al 58, durante i quali Cesare costruisce con abilità politica e fascino personale la sua carriera. Deve, per questo, confrontarsi con uomini della statura di Cicerone (che non è certo uno stinco di santo) e Catone, Pompeo (che si è dato il nome di Magno) e Crasso; con molti intreccerà anche vicende private, con gli ultimi due formerà il Primo Triumvirato. Ma in questo romanzo un ruolo particolarmente rilevante lo hanno le figure femminili, spose, amanti, madri, figlie, strateghe, astute, nobili matrone o di umili natali. Anche nel rapporto con loro la personalità di Cesare, brillante e affascinante ma assai calcolatrice, si esprime in tutta la sua spietatezza: pur di ottenere i suoi scopi non esita davanti a nulla, nemmeno all’amore nei confronti di sua figlia. Come sempre l’autrice appare attenta alle verità storiche e ai particolari tramandati dalla fonti, ad esempio Svetonio e Velleio Patercolo che molto hanno riferito a proposito della bellezza fisica di Giulio Cesare, del suo successo amoroso con uomini e donne, della cura maniacale che riservava alla sua persona e all’abbigliamento. Tanti particolari nella storia sono magari poco noti ma reali e finiscono per intrigare e incuriosire il lettore. Tranne forse rarissimi momenti, l’approfondimento storico di alcune digressioni non impedisce alla narrazione di scorrere rapida e senza intoppi. Il realismo, quindi, resta la caratteristica principale della narrazione della McCullough, e tuttavia è sorprendente anche qui, come nei volumi precedenti, la sua capacità di appassionare il lettore alla Storia Romana, come si trattasse di fiction.



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