Le due strade della filosofia

Le due strade della filosofia
In un luogo non rintracciabile nel tempo e nello spazio vivono le idee, le quali influenzano i conflitti della storia degli uomini. In ogni epoca e luogo, innumerevoli intellettuali si sono trovati a combattere aspre battaglie a colpi di argomenti e inchiostro, battaglie che sono diventate poi guerre dal sapore politico e religioso – basti pensare all'età medievale in cui la fede ha giocato un ruolo privilegiato, all'Epoca dei Lumi dove la ragione ha spodestato il pensiero dogmatico, al XX secolo vessato da ideologie capaci di ridurre in macerie mezzo mondo. Tra questi intellettuali, forse solo due in particolare hanno fatto la differenza, non tanto per il contenuto del loro pensiero filosofico, ma più che altro per le loro posture intellettuali di filosofi: Socrate e Heidegger. Da una parte Socrate, l'uomo capace di mettere in dubbio la sua stessa vita, colui che avendo la sola certezza di non sapere nulla è stato in grado di mettere in discussione costumi, abitudini e pratiche degli uomini greci al punto di divenire vittima dello stesso sistema che aveva così abilmente fatto vibrare irridendo il potere. Dall'altra Heidegger, filosofo e complice del regime nazista, il quale non ha mai smentito le proprie posizioni, al punto da risultare coerente per certi versi agli antipodi di Socrate. In questi due casi limite della storia della Filosofia affiora il problema della verità e la sfida contro il relativismo, pensiero contraddittorio che afferma un'unica certezza, ovvero che non esiste certezza alcuna. L'eternità del pensiero filosofico come patrimonio della storia degli uomini. E infine la costruzione del vivere insieme, in una civiltà occidentale sempre sull'orlo di conflitti interni ed esterni...
Il messaggio principale del lavoro di André Glucksmann è quello di raccontarci che la filosofia non è un esercizio intellettuale o di stile. È una battaglia a tutti gli effetti, in grado di trasformare le parole in armi da fuoco. In tutto questo gli intellettuali hanno la grande responsabilità di mantenere salde le proprie convinzioni fondate, su principi di ragione, anche a costo di mettere in discussione il potere dello stato, aderendo così all'esempio di Socrate e avvallando quello di Heidegger. Secondo l'autore, l'ironia è l'arma privilegiata del filosofo, anche a costo di ricevere accuse di cinismo intellettualistico – ma d'altronde cos'erano i cinici, se non intellettuali che avevano portato alle estreme conseguenze gli ideali di verità presi proprio da Socrate? Le due strade della filosofia denuncia prepotentemente i pensieri dogmatici, le ideologie, quelle forme opache di pensiero che non irridono il potere, bensì lo esaltano e chiudono le porte a nuove forme di convivenza, a modi possibili in cui il mondo potrebbe stare ma che attualmente non è. Glucksmann ancora una volta, come molti autori del passato, vuole portare all'attenzione del pubblico il ruolo centrale della filosofia militante, lontana dalle aule universitarie, e rispondere a una domanda che a sua volta fu di Descartes: cos'è la filosofia se non una meditazione sulla morte attraverso cui passa la storia degli uomini? Un saggio provocatorio a metà tra un pamphlet e una biografia intellettuale.

 

 

 
 
 
 
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