Le ferite originali

Le ferite originali

Milano, giorni nostri. Christian è bellissimo. Bello come una statua, un dio greco, un adone, fate voi. Un corpo perfetto, tanto che a 17 anni ha mollato la scuola per girare il mondo e fare il modello. Le ragazzine gli correvano dietro, ma lui ha perso la verginità a tredici anni con una più grande, più esperta, e poi si è messo con Dafne. Dafne la figlia di amici dei suoi, Dafne che lo difendeva quando da piccolo dava di matto, Dafne che gli è stata vicino quando sua madre è morta, quando non ha più voluto saperne di suo padre, quando ha scelto di tornare a casa per fare l’operaio e prendersi cura del fratello adolescente. Dafne c’è e ci sarà sempre, lei e i suoi ultimi esami di Medicina che non darà mai, lei all’ombra dei genitori che salvano vite in Paesi lontani e più poveri, lei e la docilità nell’accettare un fidanzato con il disturbo dello spettro bipolare, perché questo è il motivo per cui Christian è la persona che è. Impulsivo, incontentabile, un uragano di energia un attimo e un uragano di disperazione l’attimo seguente. Che prende un treno a caso e si ritrova a Roma per fare sesso con una donna matura e poi, nella stanza accanto, con la figlia di lei. Che un giorno in metropolitana incontra Davide e se ne innamora, Davide che non ha ancora ammesso di essere gay nemmeno con se stesso. Che sul lavoro, a turno finito, si lascia fare di tutto dal suo committente, il ricco imprenditore Dante Beltrami, separato e con una bambina che adora…

Un quadrilatero amoroso, o meglio ancora, un amore radiale in cui Christian è il fulcro da cui si diramano tre vite distinte. Dafne, Davide e Dante hanno in comune tre cose: l’iniziale del nome, la dipendenza assoluta da Christian e dal suo corpo perfetto, e una questione irrisolta con se stessi. Per Dafne è il senso di colpa di avere l’acqua corrente e la farmacia sotto casa; per Davide sono i chili di grasso lasciati andare dopo anni di derisione dei compagni di scuola; per Dante è l’album di fotografie di un matrimonio, non il suo. Io che farei, al loro posto? Se la persona di cui sono follemente innamorata avesse un demone in corpo, che solo il dosaggio giusto di litio è in grado di domare, e se quella persona il litio non lo volesse perché fa ingrassare e lo fa dormire, che farei? Fin dove è disposto a spingersi, il mio amore? Lascerei quella persona libera di scegliere, a costo di rovinarsi la vita, o lo spedirei a calci dallo psichiatra più in gamba che possa trovare? I tre co-protagonisti sembrano troppo incasinati dentro, per saper rispondere. Eleonora Caruso ci chiede di farlo al posto loro, diciamo così. Le ferite originali è un romanzo giusto se hai trent’anni e sei in quella fase della vita in cui stai passando dall’amore ragazzo all’amore adulto, e ti domandi se lo stai facendo bene. La risposta, beh, è il caso di ribadirla?



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER