Le guerre delle Gorgoni - Il sentiero di pietra

Nell’anno 1430 della Terza Era, ad un crocevia della città di Kenwergar, che ha da poco recuperato lo splendore di un tempo dopo la terribile devastazione subita vent’anni fa durante la Guerra del Caos, si incontrano il Nano Gargadion della casata di Ghandra, il guerriero mistico Sharnan di Olef della scuola dello Spirito di Haruandar  ed la sacerdotessa Dharsir di Ninimurh, novizia di Dhorgant. Ad essi si uniranno – apparentemente per puro caso - un Kelenadrim, il mago Vergeas e il misterioso guerriero Jashar di Herfelm, della Gilda dei ladri di Occhiotorvo. Diversi sono i motivi che li hanno spinti a recarsi a Kenwergar - vivace brulichio di mercanti e di locande sempre gremite di avventori, famosa per il Mercato del Magico di Jartis e celebre per aver dato natali cavallereschi all’imperatore Atar IV – ma unico sarà il destino che li unirà dopo l’incontro/scontro alla Locanda del Grifone. Da questo momento in poi, infatti, Jashar - entrato in possesso di una pergamena magica a “strati paralleli” - coinvolgerà tutti alla ricerca di quello che sembra essere un tesoro straordinario. E’ così che i sei compagni affronteranno un lunghissimo viaggio attraverso i Monti Arsin e la Foresta di Haldarull per spingersi sino a Ninimurth alla ricerca di sette pietre magiche in grado di interpretare il significato della mappa, che si rivelerà fondamentale per salvare Ybenor (la Terra) dal Caos...
Romanzo d’esordio di Michelangelo Maiullari e prima uscita fantasy della casa editrice Mondi Velati, Il sentiero di pietra inaugura la saga dal titolo Le guerre delle Gorgoni. Gli ingredienti per un fantasy di qualità ci sono tutti: il mito, il simbolo, l’eterna lotta tra Bene e Male e i personaggi ai limiti del fiabesco ci accompagnano in un’avventura di tolkieniana memoria. Come ne La Compagnia dell’Anello, così i sei protagonisti del romanzo di Maiullari compiono un viaggio pieno di insidie e pericoli, scoprendo misteri e risolvendo enigmi, alla ricerca delle sette pietre che permetteranno di salvare Ybenor dal Caos e dalla distruzione. “Pezzi unici” i componenti della compagnia, esponenti delle varie specie viventi sul pianeta: i semi-umani o mezzi-uomini, in cui rientrano Elfi, Nani e Helfis; i Maghi, gli Uomini, i Lich (creature non morte, solitamente stregoni o chierici riportati in vita tramite la negromanzia), i Dromogheren (draghi che riescono a spostarsi a grande velocità), i Kelenadrim (umanoidi dalla pelle color della pece, con corna ricurve sulla fronte, chiamati anche “divoratori di magia”)… Un lavoro certosino, quello di Maiullari, soprattutto nella descrizione di luoghi, battaglie e bestie immaginarie; ma che, spesso, si dilunga eccessivamente privilegiando l’aspetto esteriore dei protagonisti a scapito della loro caratterizzazione psicologica. Molti sono gli elementi che ricordano la trilogia di Tolkien: dai popoli che abitano Ybenor, ai nomi dei luoghi (che posseggono una certa assonanza con quelli de Il signore degli anelli), alla descrizione di alcuni personaggi (si pensi al Nano Gargadion, che ama stordirsi con una bevanda alcolica chiamata “Fuoco dei Nani” o allo Stregone del Tempio sulla Montagna che ci ricorda inevitabilmente Gandalf), alle Torri di Stregoneria (che riportano alla memoria l’oscura Torre di Mordor). Un mix di cliché del genere, richiami alla mitologia classica e riferimenti più o meno velati che rischiano però di deludere chi è rimasto attratto dal fascino narrativo ed evocativo dello scrittore inglese. Lo stile semplice, chiaro e scorrevole rende tuttavia la lettura piacevole. Attendiamo fiduciosi il secondo capitolo della saga.

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