Le lacrime del lago Tai

Le lacrime del lago Tai

Il compagno segretario Zhao, benché in pensione, restava comunque uno dei personaggi di maggiore influenza del Partito, e uno dei più impegnati. Per questo non poteva usufruire della vacanza organizzata per lui al Centro ricreativo per quadri di Wuxi. Per questo, quel giorno, aveva chiamato l’ispettore capo Chen Cao, del dipartimento di polizia di Shanghai, per offrirgli di goderne al suo posto. Per questo Chen, che aveva proprio bisogno di una pausa dopo un periodo di lavoro che lo aveva esaurito, si trova improvvisamente sulle incantevoli rive del lago Tai. Ma il progetto di riposo assoluto deve scontrarsi con una torbida realtà di morte…

Probabilmente questo romanzo - la settima avventura dell’ispettore capo Chen Cao, un caso editoriale da milioni di copie in tutto il mondo - non poteva che essere ambientato lungo un lago: la prosa di Qiu Xiaolong, resa con tutta evidenza assai bene da una traduzione efficace, somiglia infatti davvero alle acque di un bacino chiuso. In apparenza lenta, placida, tranquilla, persino stagnante, nasconde tra le righe, sotto la quiete della superficie, un grande e prezioso dinamismo, bello da scoprire: è un giallo classico (il delitto non manca), ma al tempo stesso originale, anche per il tema ambientale trattato, di stringente attualità, in Cina e non solo.



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