Le lacrime di Napoli

Le lacrime di Napoli
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Marie è cresciuta in Francia con un padre napoletano e una madre francese quasi completamente assente, impedita emotivamente e fisicamente da una debilitante depressione che ha costretto la figlia a soli dieci anni prendere le redini di una casa coabitata da sei maschi. Gli unici ricordi felici della sua infanzia sono quelli delle vacanze a Napoli, le reminiscenze della numerosissima, allegra famiglia vociante riunita in conviviali eterni banchetti hanno fatto da antidoto per anni alle cupe ore parigine. Marie è fortunata perché da adulta può coronare il sogno che ha sin da bambina, coniugando il suo amore per la città a quello che la travolge all’improvviso per il biondissimo Gabriele. Sposatolo, si trasferisce a vivere nella città partenopea, dando inizio alla sua personalissima fiaba. Quelli trascorsi insieme sono anni felicissimi, allietati dalla nascita di Greta e Lorenzo. La vita della famigliola trascorre felice e idilliaca, punteggiata qua e là dall’amarezza per il degrado dell’amatissima città, quando durante le sue passeggiate Marie si imbatte nei cumuli di immondizia che dal 2003 invadono le strade, spesso alti fino al secondo piano dei palazzi, emananti un olezzo orribile. La vita di Marie è completamente assorbita dal suo ruolo di madre e moglie, troppo presa dall’incanto dei suoi bambini che crescono per registrare fino in fondo il problema. Un giorno d’estate, tuttavia, non potrà più ignorare la portata del dramma che coinvolge la sua terra di adozione: un’inchiesta giornalistica svela che le rivelazioni di un pentito di camorra hanno disegnato già da molti anni la mappa di quella che sarà definita “terra dei fuochi”, ma lo Stato ha scelto di secretarle. Nel breve volgere di giorni la realtà si fa sempre più allarmante, vengono pubblicati studi da cui si evince che il tasso dei tumori in Campania è di circa il 40% più alto rispetto alla media nazionale e il cuore della madre si blocca. Non può esporre i suoi adorati bambini a un rischio simile, non quando un’alternativa è possibile! Devono dunque scappare a Parigi al più presto. Un concitato dialogo con Gabriele evidenzia però il fatto che la crisi finanziaria globale che attanaglia anche la sua piccola azienda non gli consente di prendere una tale decisione e, quindi, si offre di rimanere a Napoli e raggiungere la famiglia nei weekend. A Marie, dunque, alla vigilia di una partenza per una lunga vacanza in Sardegna, non resta che affrontare con i suoi pargoli il tema del trasloco e far loro digerire anche le lunghe assenze del padre adorato: sceglie di farlo dopo una serie di racconti sulla storia di Napoli e le sue meraviglie e leggende e dopo aver dedicato una settimana a visite guidate insieme a loro: Castel dell’Ovo, il primo Giardino Botanico d’Italia…

Tania Rennella è una giornalista italo-francese che ha alternato il mondo della carta stampata a quello della tv e si occupa anche di Coaching Familiare, perché, stando alle notizie che si trovano online, è convinta “che la famiglia sia il luogo dove nasce l’Amore, perché dove c’è Amore c’è Grandezza”. Le maiuscole sono sue e, a giudicare dallo stile de Le lacrime di Napoli, è una donna dalle convinzioni enfatiche e determinata a migliorare le condizioni della città che ama e che l’ha adottata. O almeno questo si legge in trasparenza nel suo libro di esordio, ricco di coscienza civile e grondante amarezza e amore per una delle più belle città del mondo ridotta a discarica di mezza Europa dall’avidità di un sistema criminale diffuso. L’operazione letteraria però purtroppo pecca di qualche ingenuità e sbavatura. La narrazione tradisce un’ansia costante di “evangelizzazione delle masse”, dettata sicuramente dalle migliori intenzioni di sensibilizzare e risvegliare le coscienze, ma, al di là delle ottime intenzioni, il risultato è uno stile didascalico, iperbolico e – appunto – ingenuo. L’espediente letterario che l’autrice mette in atto alla fine del libro per ribaltare completamente la trama che il lettore ha seguito fino a quel momento, navigando i procellosi e melensi mari di eventi quotidiani nobilitati dallo sguardo dell’autrice e resi con una minuzia degna di miglior causa, è uno di quei classici coup de théâtre che possono far evolvere una prosa in molte diverse direzioni: se ti chiami Calvino o Shakespeare la renderanno un capolavoro senza tempo, ma se non hai questa fortuna, il rischio è che appaia come un espediente mutuato dalla più banale puntata di Dynasty o altra soap opera anni Ottanta. Il confine tra lasciare un lettore a bocca aperta davanti al “plot twist” o lasciarlo seccato per il tempo speso a seguire lo svolgersi di determinati eventi insomma è molto sottile.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER