Le lune di Giove

Le lune di Giove
Lydia, poetessa e redattrice presso un editore di Toronto, compie un breve viaggio lungo la costa atlantica: sarà anche l'occasione per stilare un bilancio della sua vita. Quarantacinque anni, divorziata da nove, i figli grandi e una storia appena finita alle spalle. Il suo ex compagno le ha tolto anche l'ultimo briciolo di dignità e adesso, ripensando a tutto quello che ha subito, si sente come  "un cartone da uova, con l'interno tutto svuotato" e cerca di risalire il profondo baratro in cui è scivolata... Frances lascia la sua classe intenta ad esercitarsi per preparare il concerto di Natale e, facendo finta di dover andare in bagno, corre al laboratorio di scienze in cui il suo amante Ted, sposato e padre di famiglia, l'attende per uno dei soliti incontri – neanche tanto segreti – ai quali Frances giunge sempre con il cuore in gola e le mani che le sudano, quasi fosse una liceale. La notizia – riferita da una quanto mai imbarazzata segretaria – di un gravissimo incidente accaduto al figlio del professore interromperà bruscamente l'incontro amoroso... Janet assiste il padre in un letto di ospedale in attesa di un importante intervento cardiologico al quale potrebbe anche non sopravvivere. È l'occasione per parlarsi e, forse, capirsi dopo anni di fraintendimenti...
Sono solo alcuni degli undici racconti racchiusi ne Le lune di Giove, scritti da Alice Munro tra il 1977 e il 1982 ma pubblicati in Italia solo nel 2008. Sono storie di donne: madri, figlie e amanti che si barcamenano come meglio riescono per sopportare il peso schiacciante della quotidianità, con le sue inevitabili delusioni e con i suoi imprevedibili dolori. Donne sempre lucide e ostinate che, sotto una fredda scorza di normalità, nascondono un universo in rivolta, contro se stesse e contro gli uomini – talvolta mediocri – con i quali hanno a che fare. Donne che spesso toccano il fondo, ma che trovano comunque l'energia per reagire perchè c'è sempre "un limite alla quantità di sofferenze e di scombussolamento che si è disposti a sopportare in nome dell'amore, come c'è un limite al disordine che siamo disposti a ignorare in una casa. Non si può conoscere in anticipo, ma quando lo raggiungi te ne accorgi". E le protagoniste della Munro hanno raggiunto e riconosciuto da tempo questo limite. Roberta sopporta un marito che non la ama più e che non perde occasione di sottolineare che il suo aspetto fisico è cambiato, nonostante lei passi serate intere a spalmarsi "freneticamente le rughe di crema" e si arrovelli il cervello per trovare una ginnastica che rassodi le ascelle; la protagonista del primo racconto, Agganci, è alle prese con un compagno benestante e snob che pronuncia sempre il nome del paese natale della moglie – a suo parere non altrettanto altolocata ed istruita - "come se fosse un grumo schifoso, da espellere in fretta dalla bocca" e che pretende da lei un distacco totale e completo da un passato che "rappresenta ai suoi occhi un fardello imbarazzante"; Frances ha combattuto ed ottenuto quello che voleva. "Ha avuto il suo amore, lo scandalo, un uomo, le figlie. Eppure, dentro le batte il cuore di sempre, ed è tutta sola, la stessa Frances che c'era prima che acadesse ogni cosa". Donne che, nonostante tutto, non mollano; che reggono le sorti di intere famiglie e il cui animo – incluso quello dell'autrice, che compare in un paio di racconti – è scandagliato ed analizzato fino nei meandri più nascosti. Una ricerca, talvolta dolorosa  e scomoda, che fa di ogni racconto un microcosmo, quasi un romanzo a parte; uno sguardo disilluso sulle relazioni umane, che tuttavia non lascia spazio a livore e cinismo limitandosi semplicemente a fotografare la realtà. D'altra parte, "Life is but a dream".

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