Le mie ragioni te le ho dette

Le mie ragioni te le ho dette

Flavia si trova su un treno. È partita da Roma, casa sua, ed è diretta in Puglia. È appena stata licenziata dal dottor Mazzarella, presso cui lavorava come segretaria. È stata sua madre, Ambra, a trovarle quel lavoro, dopo che Flavia ha accantonato in un angolo l’Università e i due unici esami dati nel giro di un anno. E adesso che il dottor Mazzarella l’ha licenziata in tronco senza un motivo ben preciso, Flavia deve trovare il coraggio di dirlo alla madre. Come se non bastasse Alessandro – il figlio di Mazzarella, con cui Flavia esce ormai da un po’ – l’ha piantata in asso, di punto in bianco pure lui, nel giro di un paio di giorni. Per questo Flavia è salita su quel treno. Sta correndo da Lorenzo, il compagno di sua madre da una vita, regista e attore teatrale, che in Puglia possiede un trullo nel quale si rifugia quando deve lavorare. Ma le cose non vanno come previsto: nell’intimità della campagna pugliese, Flavia scopre che Lorenzo non è solo. Con lui c’è Natalie, giovane e avvenente attrice della sua compagnia teatrale. Allo stesso tempo Alessandro Mazzarella – studente universitario raccomandato che alimenta lo spaccio illegale di ansiolitici – non riesce a credere alle proprie orecchie: suo padre gli ha appena confidato di aver visto Flavia entrare in un bagno del Policlinico con un infermiere – “uno che non lesina”, parole sue – ed uscirne insieme mezz’ora dopo. Alessandro è scosso e confuso: Flavia non è proprio il tipo di ragazza che fa certe cose, eppure. Eppure il tarlo del dubbio si è insinuato nella sua mente…

Dopo Non adesso, per favore (Marsilio 2016), nel quale l’autrice, aquilana di nascita, ha esorcizzato il terribile terremoto del 2009, facendolo finire in una storia di passione violenta e impossibile, Annalisa De Simone torna alla ribalta con un nuovo romanzo. La trama, rispetto a Non adesso, per favore, si infittisce, diventa più intricata e se possibile ancora più introspettiva. La De Simone mette in scena tutta la complicatezza e la fragilità dei rapporti umani, celando tra le pagine un segreto grosso, scomodo e spaventosamente ingombrante. I personaggi sono tutt’altro che stereotipati: mille, infatti, sono le sfaccettature che l’autrice costruisce per ognuno. Anche di protagonista non ce n’è uno solo: Le mie ragioni te le ho dette si presenta infatti come una sorta di romanzo corale, nel quale le vicende vengono analizzate dai punti di vista di tutti i personaggi. E attraverso i loro occhi la vita prende forma in tutta la sua cavillosità e torbidezza, ma si tratta di cavillosità e torbidezze così reali e verosimili che il lettore non può fare altro che sospendere i propri giudizi e provare empatia. O, addirittura, comprendere. Annalisa De Simone conferma la propria abilità di narratrice, e lo fa in questo romanzo dai toni pacati, dal sapore maturo e dal gusto intenso.



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