Le molliche del commissario

Le molliche del commissario

Torino, 12-19 marzo 2012. Salvatore Totò Vivacqua è nato a Palermo, secondo di cinque figli. Novanta chili per 1,75, possente ma senza pancia, laureato in Giurisprudenza mentre già indagava sulle volanti, commissario di polizia a Bergamo e ora (da quasi 15 anni) nel capoluogo piemontese, ferite da armi da fuoco e da taglio, sposato da 22 anni con la psicologa part time Assunta, padre di Fabrizio e Grazia. Vivacqua inventaria guai e raccoglie molliche: notizie, fatti, indizi, prove. Da siciliano scassacazzi con uno sciagurato stile di lavoro, ha rapporti ottimi col questore e pessimi col prefetto. Affronta una settimana intensa, aggravata dal mal di denti: dovrà proprio ricominciare a fumare! Un pomeriggio nella Chiesa della Santissima Trinità hanno ammazzato un anziano prete a sprangate, non si capisce proprio il motivo. Il vice Sergio Giraffone Santandrea sta dietro allo strangolamento (il giorno precedente) della ricca bella musicista Jolanda nell’appartamento di corso Ferraris, la donna si dilettava con vari amanti in vario modo. E la vecchia vedova Rosa Marangio gli si presenta in città e a casa per cercare una cosa importante, rischiando la vita. Tutto si intreccia…

Buon esordio letterario, inizio di una promettente serie, per il chierese Carlo F. De Filippis, in terza persona varia, denso di citazioni letterarie (Simenon soprattutto, I fantasmi del cappellaio è decisamente un utile bel romanzo. L’intreccio letterario fa cambiare contesti a lungo paralleli: onesti infaticabili poliziotti e ricchi affascinanti sciupafemmine si alternano sulla scena. Don Riccardo non aveva né cellulare né computer, però aveva garantito un dormitorio, un giornale di quartiere, un refettorio, anche a chi se ne approfittava. Ma il vescovo monsignor Acutis lascia subire anticamera, è reticente e non ci fa una bella figura. Le molliche le mollano i colpevoli (loro malgrado) e questa volta sono scarse ovunque, avvelenate, antiche. Un antipatico amico di Jolanda considera Le nozze di Figaro un lamento di gatti castrati, ach! Si mangia e si beve preferibilmente siciliano: polpette (crude, non fritte!), pasta con le vongole, sarde a beccafico, Passito o Zibibbo fresco (che pochi negozi tengono, al nord!).



 

 

 

 
 
 
 

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