Le nebbie di Avalon

Le nebbie di Avalon
Castello di Tintagel, Cornovaglia, V secolo dopo Cristo. Igraine è la giovane moglie del duca Gorlois, un uomo che vive secondo le usanze romane anche se Roma non domina più direttamente la Britannia, retta ora dal Grande Re Ambrosio Aureliano. La ragazza appartiene a una stirpe pagana molto antica, di sangue pitto - sua sorella Viviana è la Dama del Lago, signora dell'Isola Sacra di Avalon - ed è stata data al sovrano cristiano per motivi politici. Ha partorito una bambina, e sebbene Gorlois le abbia consentito di allattarla e farla crescere e non le abbia imposto di rimanere subito incinta per poter avere un figlio maschio - come pure il diritto romano dei tempi gli avrebbe consentito - ora che Morgana ha circa due anni il duca preme per poter avere un erede. Gorlois è impegnato a nord in una campagna militare, l'ennesima, contro i sassoni, e Igraine riceve la visita inattesa della sorella Viviana, accompagnata da Merlino. La Dama del Lago è inferocita con i preti cristiani, che negano l'esistenza della Dea e sostengono che il principio femminile è il principio del Male. Merlino invece teme per la stessa esistenza del mondo pagano, perché è convinto che la fede dell'umanità plasmi “il mondo, non soltanto nello spirito ma anche sul piano materiale”. Avalon per esempio giace sullo stesso suolo di Glanstonbury, dove sono stati costruiti una chiesetta e un monastero cristiani, eppure nello stesso tempo è altrove. Navigando nel Mare dell'Estate si può giungere a Glanstonbury oppure all'Isola Sacra, a seconda della propria fede, perché “le porte tra i mondi fluttuano con la nebbia e si aprono al volere del viaggiatore”. È come se ci fossero due Britannie: una dominata dai seguaci di Cristo, eredi della dominazione romana, e l'altra dove regna la Grande Madre e vive il Piccolo Popolo. Entrambe rischiano di essere travolte dalle invasioni barbare che si susseguono dal nord: è necessario che un nuovo leader raccolga attorno a sé tutte le energie e la forza militare. Questo Grande Re - spiegano Merlino e Viviana ad un'attonita Igraine – dovrà essere partorito da lei ma non sarà figlio di Gorlois, bensì di Uter Pendragon, un condottiero valoroso ma un impenitente donnaiolo pagano, che suo marito teme e disprezza al tempo stesso. A Tintagel intanto giunge notizia che Ambrosio Aureliano sta morendo: a Londinium viene organizzato un summit dei sovrani britanni per nominare il suo successore. Tra i papabili, Lot delle Orcadi, Uriens del Galles e proprio Uter Pendragon. Igraine e suo marito Gorlois, tornato per l'occasione dal campo di battaglia, partono a cavallo per partecipare alla riunione...
Il primo romanzo della saga di Avalon, datato 1979, oltre che essere un libro magnifico è un manifesto programmatico. L'intento di Marion Zimmer Bradley è esplorare il conflitto culturale tra paganesimo e cristianesimo e rileggere le leggende del Ciclo Arturiano - forse il più importante per la nascita della cultura europea – da un punto di vista femminile. “Le donne moderne sono cresciute con miti e leggende in cui gli eroi sono uomini, fanno le cose importanti mentre le donne li ammirano standosene da parte. Ristabilire quindi il ruolo di personaggi come Morgana o la Dama del Lago come protagoniste essenziali di queste storie è io credo di estrema importanza”, scrive eloquentemente l'autrice in un suo essay sulla saga di Avalon nel 1986. Nell'opera entrano anche suggestioni derivanti dal percorso religioso della stessa Zimmer Bradley, figura di spicco del movimento neopagano e gnostico, ma si tratta per fortuna solo di accenni, non di pesanti sovrastrutture ideologiche. Non di pamphlet si tratta, ma di una favola cupa ed emozionante. La narrazione fluisce libera e potente, dando vita a una saga fantasy avvincente, raffinata, profonda, una sorta di dramma shakespeariano con intrecci da soap opera raccontato da un Tolkien convertito al femminismo militante, se mi passate gli accostamenti quasi blasfemi. Il libro - uno dei più venduti del '900 – ha vinto il 1984 Locus Award.

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