Le nigeriane

Le nigeriane
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Hanno lasciato la città di Lagos per rifugiarsi ad Anversa, provincia del sesso e del lusso Europeo. Sisi, Ana, Efe e Joyce non si conoscono: in comune hanno solo il colore della pelle, un destino che sembra essersi dimenticato di loro e diversi e fortuiti incontri con Dele, uomo dai denti bianchi e dalla pancia enorme che - colpito dalla avvenenza delle donne - ha investito 3.000 euro per consentir loro un viaggio verso la città delle speranze che presto si rivelerà in tutta la sua brutalità. Quattro donne fuggono dal loro passato, tutte portano sulle spalle il pesante bagaglio dei ricordi, fatto di guerre, stupri da parte dei militari, sevizie familiari, gravidanze con uomini ricchi capaci di regalare brevi e fugaci sogni di lusso salvo poi tirarsi indietro arrivato il momento di riconoscere la paternità dei loro figli. In tutto questo Sisi può ritenersi fortunata, lei è l’unica ad aver scelto di prostituirsi senza ricevere pressione alcuna, ha preferito scommettere su questo sogno europeo piuttosto che vedere la propria laurea sbiadirsi in lavori per nulla gratificanti ed economicamente inappaganti. Ma sarà proprio lei, la piccola Sisi dagli ingenui sogni di rivincita, a pagare il prezzo maggiore per questo azzardo…
Dopo gli esordi caratterizzati prevalentemente da stesure brevi, Chika Unigwe si dedica ad opere di maggior respiro caratterizzate da una struttura narrativa complessa. Il romanzo Le nigeriane sembra far coincidere questi differenti aspetti stilistici dell’autrice: la cronistoria di Sisi - vera protagonista dello scritto - viene narrata per brevi ritagli che hanno lo scopo di incuriosire il lettore senza informarlo esaustivamente. Ed è in questo percorso per piccole tessere di mosaico che i racconti sul passato di Ana, Efe e Joyce si posano come pietre dall’area più ampia, in quello che sembra un cammino nella sofferenza. Il dolore si amplifica di vicenda in vicenda, passando per brutalità superficiali - il bisogno di lavoro in un paese senza speranza, una gravidanza inattesa - a vere e proprie atrocità - sevizie a minori, genocidi, stupri - sino ad arrivare all’atto finale: la morte, solida e fredda come un gotico palazzo europeo.

Leggi l'intervista a Chika Unigwe

 

 

 
 
 
 
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