Le nostre anime di notte

Le nostre anime di notte
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È una sera di maggio, poco prima che faccia buio. Addie Moore fa una telefonata a Louis Waters. Vivono da sempre ad un isolato di distanza in Cedar Street, ad Holt. Si conoscono da una vita, si salutano da una vita. Addie fa a Louis una richiesta “stramba”: gli chiede se vuole passare la notte da lei. Sono anziani, ormai. Non ci sarà un coinvolgimento fisico. Sarà solo un modo per attraversare assieme le lunghe ore della notte, per farsi compagnia, per sentirsi meno fragili e indifesi quando fuori non c’è più il sole a scacciare la malinconia. Louis è sorpreso. Spaventato, quasi. Imbarazzato. Sono anni che sua moglie è morta e che vive solo. Non sa come comportarsi ora con una donna. Non vuole essere scortese. Non vuole perdere questa opportunità che la vita gli sta regalando. Addie ha avuto coraggio. Non ha più voglia di stare sola, di aspettare sveglia che arrivi un nuovo giorno. Sarebbe bello chiacchierare, raccontarsi, mettersi a nudo. Non le importa di essere giudicata. Holt è una cittadina piccola nel cuore del Colorado e tutti sanno tutto della vita degli altri cittadini. Cominciano a vedersi. Dapprima con imbarazzo, poi sempre più con complicità e piacere. Ogni notte chiacchierano, bevono birra e si raccontano la loro vita: i ricordi, i figli, i loro coniugi che non ci sono più. La notte non fa più paura se Addie e Louis sono assieme…

Kent Haruf è scomparso nel 2014 e Le nostre anime di notte è il suo ultimo lavoro che è stato pubblicato postumo e ci riporta a Holt dove è ambientata la sua Trilogia della pianura (Canto della pianura, Crepuscolo e Benedizione) edita da NN editore che ha il merito di aver fatto conoscere a noi lettori italiani un grandissimo scrittore. Questo è un romanzo che lascia senza fiato, malinconico e perfetto. Stavolta lo stile di Haruf – che lavora sempre per sottrazione – è se possibile ancora più immediato. Si nota la differenza con i romanzi della Trilogia: come se Haruf avesse l’urgenza di scrivere questa storia, come se non riuscisse a trattenere emozioni e a centellinare le parole. La storia di Addie e di Louis commuove. Quanto coraggio ci vuole, a qualunque età, a chiedere a qualcuno di attraversare la notte con noi, di chiacchierare e di mettersi a nudo, di dormirci a fianco? Quanto coraggio ci vuole ad affrontare la sfida del pregiudizio, delle malevolenze della piccola città e delle incomprensioni con i propri figli, per ritagliarsi un momento felice? Kent Haruf ci regala un gioiello prezioso, una storia incantevole, delicata e dolce, che sa allo stesso tempo commuoverci e farci sognare. Ci riporta ad Holt (e quanto a chi ha amato la Trilogia è mancata Holt!) per l’ultima volta, per il commiato finale. E quel sapore agrodolce che ci rimane sotto il palato fa parte della vita, che non va come avremmo voluto noi e che non sempre ci regala dei “lieto fine” ma che è meravigliosa ugualmente. Le nostre anime di notte è un romanzo da leggere piano, centellinando sapientemente ogni capitolo, godendosi il viaggio e la notte, salutando Holt e Kent Haruf che resterà per sempre uno degli scrittori che hanno segnato il panorama della letteratura contemporanea mondiale.



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