Le nozze di Anna

Le nozze di Anna
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È il 21 aprile: Anna sposerà Alain nel pomeriggio. Alain è un ufficiale giudiziario, un ragazzo educato e gentile. Anna ne è innamorata e quello, presumibilmente, sarà il giorno più bello della sua vita. Quale madre potrebbe mai non essere felice di quello che sta per accadere alla sua amata figlia? Ecco... Sonia. Sonia quella mattina vorrebbe dire a sua figlia di scappare da quell’uomo così “tristemente perfetto”, di trovare qualcuno che la faccia sognare e che la allontani dai suoi progetti di vita ben pianificati e, insomma sì, perché sposarsi? Perché non provare a convivere per un po’? E poi “invecchiare insieme”, a lei quella frase dava i brividi. Sensi di colpa invadono la stanza in cui Sonia si è appena svegliata, pensa che “una madre non si comporta così. Una madre (...) dà consigli assennati, dice le cose giuste al momento giusto, è piena di dolcezza e amore, cucina manicaretti di cui poi regalerà le ricette in un quaderno a spirale ingiallito”. Quello è il giorno del matrimonio della figlia, dovrà comportarsi bene, dovrà rendere Anna orgogliosa di lei. Ma Sonia e Anna sono due donne profondamente diverse, speculari: Sonia ha 42 anni, è una scrittrice, ha cresciuto sua figlia da sola, è genuinamente anticonformista e la formalità borghese dei preparativi delle nozze di sua figlia non riescono a non irritarla; Anna invece è sempre stata una bimba assennata, non si è mai sbucciata un ginocchio, sogna una vita regolare, come regolari sono diventati i suoi denti, “raddrizzati” con un apparecchio, con grande amarezza di Sonia che amava la diversità di quel sorriso, quei due denti leggermente accavallati che la rendevano dolce e un po’ ribelle...
Nell’arco di 24 ore, Sonia ripercorre a ritroso la sua vita: l’amore breve ma profondo per Matthew, la nascita di Anna, il rapporto non faticoso ma quanto meno insolito, capovolto, con quella figlia così saggia, inquadrata, così europea... Le nozze di Anna è il terzo romanzo della Appanah, 34 anni, apprezzata autrice francofona di origine indiana, di cui la E/O ha pubblicato anche i precedenti Blue Bay Palace e Le rocce di Poudre d’Or. Scritto in prima persona (la voce narrate è quella di Sonia), lieve e a tratti commovente, il romanzo suggerisce anche un inevitabile parallelo fra protagonista e autrice: come Sonia, Nathacha Appanah nasce nelle isole Mauritius per poi trasferirsi in Francia, Sonia, come Nathacha, è una scrittrice. Giocando con l’effetto straniante di questi due ruoli ribaltati, le pagine si susseguono in una gustosa alternanza di punti di vista incompatibili eppure indissolubili, lungo il racconto di una giornata importante, un vero e proprio spartiacque, dopo il quale una madre e una figlia troveranno un diverso equilibrio, un nuovo assetto, forse una riconciliazione.

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