Le nuvole di Tabriz

Le nuvole di Tabriz
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Verso mezzogiorno di lunedì 15 novembre finalmente riesce a raggiungere la sua agognata meta: il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck. Alla sosta del treno alla stazione di Bolzano/Bozen, oramai ben più di due ore prima, la madre gli ha passato dal finestrino la macchina fotografica del padre che lui le aveva chiesto di portargli. È intenzionato a fare delle foto a quell’oggetto che ormai fa parte in maniera assolutamente prepotente dei suoi pensieri, per mostrarle alla Waidner, con la speranza di aiutarla a ricordare l’episodio di anni prima che a questo punto è fondamentale riportare completamente alla luce. Le potrebbe anche mostrare a Brusegon e al suo collega di Venezia per aiutarli a centrare con sicurezza il soggetto storico che la malata rievoca di continuo, la misteriosa presenza che sfugge così pervicacemente ai loro tentativi di rintracciarla nelle pieghe del passato. A meno che, naturalmente, non si tratti, come in effetti sta cominciando a pensare, di un personaggio del tutto fiabesco. Ma…

Tabriz è la più grande città dell’Iran nordoccidentale. La storia della sua fondazione si perde nella notte dei tempi. È stata capitale di un impero, fondamentale crocevia, e lo stesso Marco Polo ne parla diffusamente, come di una città nobile e grande. Il suo nome e le immagini che a essa si legano generano una fioritura di suggestioni. Le nuvole di Tabriz è un romanzo semplice, chiaro, brillante, originale, ben costruito e congegnato, figlio con tutta probabilità di una lunga e accurata ricerca nonché di uno studio appassionato, scritto con un lessico appropriato e leggibile, articolato su diversi piani temporali che contribuiscono a mantenere la struttura solida e variegata. È avvincente e coinvolgente: sullo sfondo di un caso giudiziario dell’epoca degli anni di piombo il protagonista riceve da una donna malata di mente in confidenza un racconto di ambientazione storica che getta nuova luce sulla guerra tra la Serenissima e gli Ottomani. La narrazione porta il protagonista a vivere un’esperienza incredibile e inimmaginabile, quasi inverosimile, che, a distanza di quasi due decenni, decide poi di condividere nuovamente col lettore, che si trova immerso in una realtà intermedia tra presente e passato, tra realtà e immaginazione, veglia e sogno, impressionato dalle dinamiche umane che intercorrono fra i personaggi, nel bene e nel male, in ogni tempo caratterizzati da un’interiorità complessa e mai univocamente definibile.



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