Le ombre dei guerrieri

Le ombre dei guerrieri
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Qual è il segreto del successo militare nell'antichità di Greci e Romani? Quali tattiche ponevano in atto i loro eserciti, quali armi hanno permesso loro di sbaragliare ogni nemico? Quali erano le caratteristiche fondamentali della cultura, dell'approccio alla guerra da parte di questi popoli? Quali sono gli eventi che hanno deciso l'andamento delle battaglie più importanti della storia antica e chi furono i loro protagonisti? E l'Iliade, il poema epico dal quale deriva gran parte dell'immagine che abbiamo dei Greci e del loro modo di combattere, è plausibile oppure frutto dell'immaginazione di Omero e dei suoi epigoni? I suoi personaggi sono credibili o sono idealizzati e simbolici? Tra storia e mito, le figure tra gli altri di Leonida, Filippo, Alessandro Magno, Lucio Emilio Paolo, Fabio Massimo e Giulio Cesare ci raccontano un passato che - libero da filtri romantici e luoghi comuni - ci restituisce il sapore di tempi terribili e violenti...
Jon E. Lendon, professore di Storia all'University of Virginia, accademico stimatissimo e persona immaginiamo pacifica e riflessiva, ha la passione delle tattiche militari, e si muove a suo agio nel fango e nella polvere di antichi campi di battaglia, tra falangi macedoni e manipoli di legionari, sotto il tiro di frecce o di picche appuntite, mentre l'aria risuona degli ordini degli ufficiali, del cozzare delle armi e delle grida dei morenti. Ma soprattutto cerca di sfatare, con la pazienza e la determinazione di chi ha dalla sua parte un enorme apparato documentale raccolto e analizzato in decenni di studio, i falsi miti che cinema e letteratura hanno contribuito a creare sulla storia militare antica. E allora si scopre che l'evoluzione militare per lungo tempo è stata lentissima se non immobile: si sono inventate meno armi negli ottocento anni dal 500 a. C. al 400 d. C. che nei quarant'anni dal 1910 al 1950, e per millenni un guerriero valoroso avrebbe potuto viaggiare avanti nel futuro e trovarsi comunque a suo agio in battaglia (immaginate invece un guerriero medievale in Iraq sotto una pioggia di bombe a grappolo). Si scopre che il mito della disciplina assoluta come segreto dell'invincibilità delle legioni romane è una balla, dato che gli episodi di insubordinazione in battaglia erano non solo frequentissimi ma incoraggiati dall'opinione pubblica e dalle autorità quando al comando c'era un generale troppo attento alla tattica difensiva, un fattore culturale che ha portato i Romani a subire drammatiche sconfitte. Si scopre infine che gli Spartani, icone del valore militare nell'immaginario collettivo, stimavano l'astuzia e l'inganno esattamente allo stesso modo del coraggio. Un saggio fascinoso e documentatissimo (illuminanti le descrizioni della composizione, dello schieramento e dei movimenti delle legioni romane in campo aperto), che malgrado non abbia una vocazione divulgativa di partenza e quindi non sia privo di tecnicismi e approfondimenti un po' noiosi per i non specialisti, contribuisce a rendere forse meno leggendari ma non per questo meno eroici alcuni tra i più valorosi e feroci guerrieri del nostro passato. Non più le ombre (nel titolo originale i fantasmi), ma le immagini vive.

 

 

 

 
 
 
 
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