Le particelle elementari

Le particelle elementari

"Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale nella seconda metà del Ventesimo Secolo". Michel Djerzinski è un famoso biologo, ma è un uomo solo, anaffettivo e incapace di amare e di provare piacere. Quando decide di prendersi un periodo di aspettativa dal suo lavoro ha 40 anni, è un direttore di ricerca acclamato in tutta Europa, ma la sua importanza per il destino dell’uomo ha poco a che fare con le sue seppur importanti scoperte scientifiche. Bruno Clément è un professore, ha 40 anni anche lui. Il sesso è il suo centro, il suo perché, il suo per come, il suo quando e il suo dove. Padre di un figlio con cui non riesce a empatizzare, alterna vacanze “naturiste” a soggiorni di disintossicazione in cliniche psichiatriche per erotomani. Bruno e Michel sono fratellastri, figli della stessa madre irrisolta e scellerata, tipico esemplare ottuso della rivoluzione culturale e della liberazione sessuale del sessantotto. Accanto a questi due clamorosamente simbolici e complementari personaggi principali, gravitano due figure femminili, anche loro archetipiche nel loro profilo: una è Annabelle, pura e bellissima, che amerà inutilmente Michel fin dal primo momento rischiando di venir risucchiata dalla sua sterilità emotiva, dal suo nulla interiore. L’altra è Christiane, mora e perduta: il sesso permea la sua esistenza un po’ come quella di Bruno, con il quale incrocerà un seppur breve tratto di vita a loro modo "felice"...

Le vicende di Michel e Bruno, a partire da una infanzia e da una preadolescenza sconvolegenti per entrambi, fino ad arrivare al faticoso apprestarsi a una vita adulta, sono per Houellebecq lo scenario privilegiato in cui tracciare a tinte fosche il cammino estremo verso l’individualismo consumista erotico-centrico e orientato al benessere dell’uomo moderno. Come due microrganismi osservati al vetrino, la vita di queste due "particelle elementari" viene dissezionata e studiata, sviscerata e portata alle estreme conseguenze, con un messaggio intimidatorio che serpeggia neanche troppo dissimulatamente in tutto il percorso. Le particelle elementari è un gran romanzo. Importante, suggestivo, imponente, non tanto nella edificazione narrativa (sebbene abbia qualcosa di grandioso anche lì, nel modo in cui costruisce la vita dei due personaggi risalendo nel loro albero genealogico fino alle due precedenti generazioni), quanto nelle premesse sulle quali appoggia e nelle conclusioni in cui, letteralmente, sprofonda, frana, crolla, insieme all’uomo che ne è il suo protagonista. Un vero e proprio monumento alla storia dell’uomo, un romanzo consacrato a questo secolo, alla sua evoluzione storica, sociale, scientifica e al suo principale protagonista, l’uomo, che ha saputo sì andare oltre molti dei suoi limiti terreni, ma che ha in questo modo firmato e sottoscritto la sua stessa fine come specie, oramai arretrata, inservibile e infelice.

 


 

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